CANTÙ – L’assemblea dello scorso mercoledì tra i sindaci del territorio comasco e Como Acqua Srl, secondo il sindaco Edgardo Arosio, è servita soprattutto per riaffermare il grande peso strategico di Cantù, la cruciale importanza del Comune canturino nel percorso che condurrà alla fusione per incorporazione della Srl con le diverse società partecipate che si occupano del servizio idrico.
“Data la momentanea assenza di Como dalle discussioni, il Comune di Cantù si trova in una posizione d’avamposto – ha affermato il primo cittadino durante l’ultimo consiglio comunale; - Mercoledì scorso, sostanzialmente, non è cambiato nulla. I sindaci hanno riconosciuto le nostre ragioni, su questo non v’è alcun dubbio. “La rappresentatività vi è stata scippata”, hanno detto. Il ruolo di Cantù è estremamente importante, e la nostra maturità giuridica e territoriale è ormai sotto gli occhi di tutti. In ogni caso – conclude il sindaco – terrò fede al mandato che mi avete indicato”.
Di fronte alla prospettiva di entrare a far parte di Como Acqua Srl, il consiglio comunale canturino aveva espresso dei dubbi in merito alla rappresentatività di Cantù nella nuova società: il peso dei singoli Comuni, infatti, verrebbe calcolato in base al numero dei residenti, non con il criterio patrimoniale – cioè in base alla quota effettiva di partecipazione - un dettaglio che penalizzerebbe enormemente la città. Ciò ha condotto alla presentazione di un emendamento di modifica dello statuto, una risoluzione approvata da gran parte del consiglio comunale. Una prima risposta da parte di Como Acqua Srl era attesa per lo scorso mercoledì, ma l’assemblea ha deciso di rimandare ogni decisione al prossimo 15 novembre.
“Tutti i sindaci hanno riconosciuto la bontà della nostra censura – ha affermato in consiglio comunale Matteo Ferrari, vicesindaco e assessore con delega alle partecipate; - Sotto il profilo della governance, ci è stata infatti manifestata la volontà di apportare una modifica. Il passaggio successivo alla modifica dello statuto, in ogni caso, avverrà soltanto dopo l’approvazione del progetto di fusione. Ovviamente – prosegue Ferrari - vorremmo chiedere qualcosa in più di un Gentlemen’s agreement fra sindaci: in questi giorni stiamo lavorando per individuare un criterio che possa riconoscere a Cantù un ruolo diverso da quello che s’era prospettato fino a qualche settimana fa. Il 3 novembre – conclude il vicesindaco – si riunirà un comitato di controllo a cui prenderà parte anche Cantù, e in quella sede potremo già avanzare le nostre prime proposte”.
Il Comune sta collaborando attivamente anche con un notaio, una figura individuata da Como Acqua Srl per verificare la congruità di alcune perizie. Prima di riportare la questione in consiglio comunale, infatti, si dovranno attendere le verifiche tecnico-giuridiche operate dal professionista. “Spero che possa aggiornarci nei prossimi giorni”, ha commentato Matteo Ferrari al termine del consiglio.
R. I.






