CANTÙ – In un consiglio comunale insolitamente breve, durato poco più di due ore, maggioranza e opposizione si sono trovate sostanzialmente concordi nel sospendere temporaneamente l'iter che condurrà alla fusione tra Como Acqua Srl e le società locali che si occupano della gestione dell’acqua.
I maggiori dubbi, espressi in un emendamento presentato dalla maggioranza, riguardano soprattutto il peso di Cantù nell’assemblea di Como Acqua: secondo il progetto di fusione, infatti, la rappresentatività di Cantù non si calcolerebbe in base al criterio patrimoniale legato all’effettiva partecipazione, ma in base al numero di residenti, assegnando a Cantù un peso del 7.3% in assemblea (con il criterio patrimoniale Cantù avrebbe invece diritto a un 12.4% di rappresentatività). Per questi motivi, il progetto di fusione è stato definito dalla maggioranza “potenzialmente penalizzante per l’interesse pubblico di Cantù”.
A partire dal 2018, infatti, Como Acqua Srl assumerà la gestione dei servizi idrici in tutta la provincia di Como, e in questi giorni si stanno completando i processi di fusione e di incorporazione tra la Srl e le società locali incaricate della gestione dell'acqua, come le canturine Sud Seveso Servizi, Valbe e Canturina Servizi Territoriali.
“Abbiamo ottenuto ben 20 voti a favore dell’emendamento: un successo davvero importante”, è il commento di Matteo Ferrari, vicesindaco e assessore con delega alle partecipate. Ora si dovrà attendere la risposta di Como Acqua Srl: l’assemblea del Cda, inizialmente prevista per martedì 17 ottobre, è stata rinviata al prossimo mercoledì, il 25.
Oltre alla maggioranza, l’emendamento è stato votato favorevolmente anche da Lavori in Corso – “bisognerà rivedere la governance”, ha affermato l’ex assessore Roberta Molteni – mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno preferito astenersi.
“Anziché porre l’accento soltanto sulla governance, l’attenzione si sarebbe dovuta concentrare anche sui problemi concreti, come il costo del personale o la tariffa per i cittadini”, ha detto il consigliere dem Filippo Di Gregorio.
Nell’esporre le sue argomentazioni, l’assessore Ferrari si è avvalso anche del parere di Fabio Secchi, presidente del collegio sindacale di Como Acqua Srl. Interpellato in merito alla bontà del progetto, Secchi avrebbe risposto in questo modo: “Non ci sono elementi sufficienti per affermare con sufficiente certezza che dall’operazione di fusione prospettata non possano derivare effetti negativi tali da creare nocumento a Como Acqua e ai propri soci. Bisogna valutare l’opportunità di rivedere il progetto di fusione” (il parere di Secchi, giunto all’assessore Ferrari tramite Pec, è stato letto lunedì sera di fronte a tutto il consiglio comunale).
Al consiglio comunale, peraltro, hanno assistito anche diversi rappresentanti di Como Acqua Srl e delle società locali che si occupano della gestione dei servizi idrici, come Sud Seveso e Valbe.
R. I.






