CANTÙ – Dopo aver preso parte a due comitati di controllo analogo su Como Acqua Srl, e a poche ore dall’assemblea tra i sindaci comaschi, prevista per mercoledì 15 ottobre, l’amministrazione canturina ha deciso di ritirare le deliberazioni su Como Acqua inserite nell’ordine del giorno del consiglio comunale di martedì sera – la revoca delle deliberazioni del 16/10 e gli atti conseguenti al progetto di fusione tra le partecipate locali e Como Acqua Srl -, affermando di voler rinviare ogni decisione (e il conseguente voto) “fino a quando non verrà fatta chiarezza”.
Pare infatti che un dirigente della Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, attraverso una nota inviata al Comune martedì mattina, abbia espresso forti dubbi sulla congruità delle perizie, arrivando a ritenere che “i valori periziati sono fortemente discordanti da quelli riconosciuti dall’autorità”. La nota regionale, inoltre, individua diverse anomalie che potrebbero portare “effetti negativi sugli equilibri finanziari di Como Acqua Srl”.
“Cantù ha già raggiunto uno dei suoi obiettivi – spiega Matteo Ferrari, vicesindaco e assessore alle attività produttive; - La modifica relativa alla governance, sulla quale avevamo espresso dei dubbi, è stata deliberata nella giornata di lunedì, in occasione dell’ultima assemblea. Ma davanti alla nota della Regione – prosegue Ferrari – gli uffici e l’amministrazione hanno ritenuto opportuno rimandare il voto fino a quando non verrà fornita maggior chiarezza. Bisogna verificare che le criticità riscontrate non arrechino danni ai cittadini”. Il consiglio comunale di martedì sera, peraltro, è stato seguito da vicino anche da un ospite d’eccezione: tra gli ascoltatori figurava infatti anche Maria Rita Livio, Presidente della Provincia di Como. I consiglieri canturini Di Gregorio e Pavesi avevano invocato un intervento del Presidente Livio sull’intricata questione di Como Acqua, ma il consiglio non ha preso in considerazione la richiesta.
“Trovo davvero poco garbato che non si sia dato risposta alla richiesta di intervento – confida la presidente Livio al Canturino, poco prima di abbandonare la sala; - Dati i documenti a cui hanno alluso i consiglieri comunali, sarebbe stato certamente utile chiarire alcuni passaggi. Vorrei sottolineare un aspetto in particolare: tutto questo processo si è portato avanti non solo rispettando le regole, ma anche con l’accordo unanime di tutti i sindaci dei comuni comaschi. Non c’è niente di strano, niente di poco corretto. Il fatto che un funzionario, due giorni prima dell’assemblea definitiva, scriva una nota interna a un esponente politico regionale, il quale a sua volta la diffonde tra alcuni sindaci chiaramente ben selezionati, in modo da causare ulteriori preoccupazioni, è certamente una prassi scorretta. Ho scritto anche al Presidente Roberto Maroni, sottolineando che non è questo il modo corretto di gestire la collaborazione tra i diversi enti. Il funzionario che ha scritto la nota, peraltro, non è nemmeno competente per questo compito, così come non è competente nemmeno la Regione: l’ente regionale può intervenire soltanto in caso di inerzia. Siamo quasi al traguardo del progetto di fusione – conclude il Presidente Livio – ma ci sono due o tre persone che tramano per cercare di bloccarlo. È una questione di rivendicazione politica, ormai è chiaro a tutti”.
A partire dal 2018, il servizio idrico provinciale passerà sotto il controllo di Como Acqua Srl, e in queste ultime settimane si sono completati alcuni processi di fusione tra la Srl e le singole società locali che si occupano del servizio idrico. Il Comune di Cantù, a partire dal consiglio comunale dello scorso 16 ottobre, aveva espresso forti dubbi in merito alla propria rappresentatività in Como Acqua (la governance di cui ha parlato l’assessore Ferrari) in seguito all’approvazione del progetto di fusione: il Comune, in particolare, aveva contestato il fatto che il peso dei singoli comuni sarebbe stato calcolato in base al numero di abitanti, e non attraverso la quota effettiva di partecipazione. Secondo l’assessore Ferrari, come anticipato in precedenza, l’obiettivo legato alla governance sarebbe stato già raggiunto. Ora bisognerà sciogliere il nodo legato al (discusso) parere della Regione.
“Rinnoviamo la nostra richiesta a Como Acqua affinché si riesca a individuare una soluzione alle contestazioni, in modo tale da eliminare ciò che ci impedisce di procedere con il progetto di fusione”, ha dichiarato Matteo Ferrari in consiglio comunale.
R. I.






