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CONSIGLIO COMUNALE – Scontro sulla sicurezza, ma Metrangolo non risponde

mercoledì, 6 giugno 2018

CANTÙ -  Se l’assessore alla sicurezza si rifiuta di rispondere alle sollecitazioni degli altri consiglieri in materia di sicurezza, preferendo rifugiarsi in un beffardo silenzio o in un comodo tête-à-tête con chi aveva formulato la domanda – nella saletta attigua all’emiciclo, lontano da orecchie indiscrete –, significa che a Cantù esiste un problema serio, e non soltanto a causa dei furti.

Certamente se ne è accorto il consigliere d’opposizione Giacomo Bargna, il quale, nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Cantù, ha illustrato efficacemente il problema dei furti in abitazione in città e in tutta la provincia, enumerando alcuni dati e chiedendo spiegazioni all’assessore Antonio Metrangolo, il quale ha preferito non rispondere.

“Durante il consiglio comunale del 25 settembre – afferma Bargna – l’assessore Metrangolo aveva suggerito al consigliere Pavesi di presentarsi dopo quattro o cinque mesi con “mozioni e interrogazioni” sull’effettivo operato degli assessorati, compreso quello alla sicurezza, in modo tale da verificare “se il programma è stato rispettato o meno”. Ora – prosegue Bargna - siamo ben lieti di rispondere alla richiesta dell’assessore: il record dei furti in abitazione, a quanto pare, è stato stabilito proprio a Cantù, una delle città più colpite di tutta la provincia. Dalle dichiarazioni della maggioranza pare che Cantù, dal 2017 in poi, sia diventata una sorta di città delle meraviglie. Forse lo è diventata davvero, ma per qualcun altro”.

Antonio Metrangolo è stato successivamente interpellato anche da Andrea Lapenna, consigliere di Forza Italia ed ex assessore alla sicurezza, il quale, dopo non aver ricevuto nessuna risposta a una richiesta di chiarimento sull’utilizzo di alcuni fondi comunali per la sicurezza, è stato convocato da Metrangolo nel locale attiguo alla sala consiliare, dove i due componenti della maggioranza si sono trattenuti brevemente per un colloquio privato (lontano dalle orecchie di tutti, naturalmente).

È probabile che l’assessore alla sicurezza, dopo aver perso le staffe nel corso dell’ultimo consiglio comunale, abbia deciso di abbandonarsi a un approccio più soave, meno aggressivo (almeno in occasione delle sedute consiliari), evitando di rispondere direttamente alle domande e optando per soluzioni meno problematiche, come le chiacchiere a tu per tu con alcuni dei suoi interlocutori. Ma un simile approccio potrebbe essere interpretato come una mancanza di rispetto per gli altri consiglieri, per il sindaco e per la giunta, i quali avevano tutto il diritto di ascoltare la risposta.

La vivacità con cui si è trattato il tema della sicurezza, nel corso dell’ultimo consiglio, ha finito con l’offuscare altri argomenti di eguale importanza, come l’equilibrio di bilancio – “l’abbiamo migliorato, portandolo a 550mila euro”, ha affermato il sindaco Arosio – o la scelta, da parte del consigliere Filippo Di Gregorio, di dedicare la seduta consiliare al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (il capogruppo del Pd ha posizionato una foto del Presidente davanti alla sua postazione, “come memento contro ogni tentativo di svilire la presidenza della Repubblica italiana), per non parlare dei punti all’ordine del giorno – tra i quali la variazione di bilancio e l’approvazione delle modifiche allo statuto di Sud Seveso servizi -, tutti approvati con la maggioranza dei voti.

R. I. 

 

 

 

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