CANTÙ – Chi si aspettava un dibattito vivace e scoppiettante non sarà certamente rimasto deluso, perché maggioranza e opposizione canturine, nel corso del consiglio comunale di lunedì sera, si sono confrontate apertamente (ed energicamente) sul tema delle linee programmatiche della nuova amministrazione, l’oggetto principale della seduta, un argomento che ha dato modo ad alcuni consiglieri di addentrarsi con discrezione negli otto punti delle linee d’indirizzo e di evidenziarne scrupolosamente le debolezze, le incongruenze, i punti più controversi.
Uno degli interventi più efficaci è stato senz’altro quello dell’ex vicesindaco Francesco Pavesi, il quale, dopo la garbata introduzione del sindaco Arosio, si è soffermato sul contenuto delle linee programmatiche e sul carattere vago e generico di alcuni punti.
“Alla sicurezza sono state riservate addirittura quattro pagine, mentre alle altre tematiche è stato dedicato molto meno spazio – afferma l’ex candidato sindaco di Lavori in corso; - Alcune parti del documento sono molto generiche, altre poco chiare: il punto in cui si afferma che 'verranno disposti controlli per contrastare il fenomeno dell’abusivismo' è certamente molto curioso, perché questi controlli rientrano nelle attività d’ordinaria amministrazione. Decisamente poco chiari sono anche i riferimenti alla 'completa ristrutturazione dell’organico della polizia locale' e a 'una completa revisione del piano assunzionale', mentre sul tema della vigilanza privata occorrono alcune precisazioni: sebbene la vigilanza non abbia alcun potere d’intervento, nelle linee programmatiche si afferma di voler utilizzare la vigilanza privata 'per il controllo delle frazioni'. Che cosa vuol dire?”.
Durissima la replica di Antonio Metrangolo, assessore alla sicurezza: “Avete lasciato una città allo sbaraglio – dichiara l’assessore rivolgendosi direttamente a Francesco Pavesi; - Un tempo le pattuglie erano operative sei giorni su sei, e non si capisce perché adesso debbano lavorare soltanto tre giorni alla settimana. Le telecamere funzionano a malapena: soltanto quattro sono funzionanti, e non riusciamo nemmeno a inquadrare via Dante nella sua interezza. La nostra priorità – conclude l’assessore – sarà rappresentata dal rafforzamento del corpo di polizia locale”.
Le linee programmatiche “per una Cantù migliore” – così le ha definite il sindaco Arosio nel suo intervento iniziale – sono state suddivise in otto punti ben distinti, ma secondo Alberto Novati (consigliere d’opposizione ed ex candidato sindaco per Vola Cantù) il testo dedica troppa attenzione alla sicurezza, trascurando deliberatamente alcuni punti essenziali come il distretto del Mobile o i rapporti con Milano.
Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere Filippo Di Gregorio, segretario cittadino del Partito democratico: “Nella parte del documento riservata alla sicurezza, al punto 9 – afferma il consigliere del Pd – si legge 'nessuna moschea o centri culturali islamici, nessuna autorizzazione per le feste islamiche'. E nel punto successivo: 'Chi viene a Cantù per integrarsi godrà degli stessi diritti dei canturini, a fronte ovviamente di un pieno rispetto dei doveri'. Questi punti sono evidentemente confliggenti, uno nega l’altro: non è ammissibile che tra gli obiettivi della sicurezza vi sia la ferma volontà di non concedere spazi per moschee o centri culturali islamici, perché si tratta di una dichiarazione contraria al testo costituzionale. L’articolo 8 parla chiaro, bisogna garantire il culto. Ciò che chiedo – conclude il Dem – è di modificare questo punto, perché è palesemente contrario alla Costituzione”.
La vera natura del documento contenente le linee programmatiche è stata successivamente chiarita dall’assessore Davide Maspero, il quale, rispondendo a Pavesi e Di Gregorio, ha affermato che “gli otto punti delle linee programmatiche non vogliono rappresentare un elenco esaustivo, ma sono soltanto un punto di partenza. Il nostro obiettivo è rappresentato dal bene comune”.
R. I.






