BASKET – Buva e Jones rinascono, Feldeine illumina, Cantù vuole pareggiare la serie

lunedì, 25 maggio 2015

BASKET CANTU GIOCATORICANTÙ - Stesso posto, stessa ora: Mapooro Arena, 20:45 e Acqua Vitasnella Cantù in campo per pareggiare la serie contro l’Umana Reyer Venezia.

Pino Sacripanti aveva con forza sottolineato quanto la volontà di farsi valere di fronte al proprio pubblico fosse forte, Metta World Peace aveva anche chiamato a raccolta il popolo canturino con un video, e tutto il Pianella ha risposto presente. Anche l’invito degli Eagles a presentarsi con maglietta blu in curva e bianca sui lati lunghi è stato ascoltato, creando così un bellissimo colpo d’occhio che tutti vorrebbero rivedere questa sera; similmente anche da Venezia i tifosi sono giunti numerosi, incitando la Reyer per 40 minuti senza fermarsi, come ha fatto tutto il palazzetto mostrando per l’ennesima volta quanto il sesto uomo canturino possa essere determinante.

Gara 3 è stata certamente altra storia rispetto alle prime due uscite in quel di Mestre, e non solo per il semplice motivo che Cantù ha centrato la prima vittoria in questi quarti di finale. Sacripanti ha messo in campo un quintetto che per alcuni può essere stato obbligato (per via dell’infortunio alla spalla di Gentile), per altri invece studiato nei dettagli; e francamente è così. Johnson-Odom in veste di play/guardia (miglior marcatore tra i biancoblu finora con 20 punti di media), affiancato dal meraviglioso James Feldeine, guardia con un talento cristallino cui aggiunge la miglior visione di gioco della squadra (4 assist e 3 recuperi). Capitan Abass è stato inserito nello starting five e DeQuan Jones ne ha giovato, così come World Peace il cui impatto iniziale e la consueta difesa hanno trovato il supporto di Ivan Buva nella seconda parte di gara. Infine Shermadini ha dominato nel primo tempo, si è un pochino spento con il passare dei minuti ma 30 di valutazione con 4 stoppate, 2 assist e 9 rimbalzi in “soli” 22 minuti indicano una gran partita, senza se e senza ma.

Tutti gli uomini di Sacripanti hanno dato il loro contributo, Jones (dopo la “punizione” di gara 2) ha risposto presente con 12 punti, energia infinita e la rubata finale su Phill Goss; e poi Ivan Buva finalmente all’altezza di quelle che sembrano essere le sue potenzialità, non tanto per le triple, i punti e i rimbalzi ma per l’atteggiamento, per la faccia dura di chi vuole dimostrare di non essere secondo a nessuno.

Con Buva a questo livello di concentrazione Sacripanti ha potuto giocare senza centri puri e sfidare Venezia ad armi pari, schierando nel finale Metta da quattro e il croato da cinque; se poi Abass e Jones si scambiano equamente minuti e prestazioni, ecco una squadra condotta da DJO e Feldeine, ed ecco un quintetto capace di difendere discretamente sui lunghi della Reyer e di farle malissimo in attacco, potendo colpire sia dal perimetro, sia nel pitturato. La vittoria di Cantù è passata da queste scelte e dalle percentuali finalmente più basse dell’Umana e stasera al Pianella rivedremo probabilmente le stesse scelte. Cantù ha il destino nelle proprie mani.

D.P.

 

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