RUBRICA SOSTENIBILITÀ – Sommersi dagli imballaggi. Ecco perché

martedì, 10 febbraio 2026

CANTÙ - Chi ha il compito di conferire la spazzatura casalinga lo sa bene: ne produciamo tanta, troppa e buona parte di essa deriva dagli imballaggi. Ogni prodotto acquistato ne prevede uno, spesso ingombrante, forse non necessario, di certo difficile da smaltire. Un tema noto a Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.

Dottor Coppolella, quanto incidono gli imballaggi nella produzione di spazzatura?

Gli imballaggi incidono sulla quantità di rifiuti molto più di quanto sembri: ogni europeo ne produce in media quasi 180 kg all’anno, e senza interventi la cifra continuerebbe a crescere.  In riferimento alla sua domanda, la loro presenza nella spazzatura dipende da tre fattori chiave: quanto sono necessari, quanto sono riciclabili e come vengono gestiti dopo l’uso. Gli imballaggi pesano molto sulla generazione dei rifiuti perché banalmente sono ovunque: alimenti, cosmetici, spedizioni, bevande, prodotti per la casa. Inoltre, usano molti materiali vergini: il 40% della plastica e il 50% della carta in Europa serve proprio agli imballaggi. Una follia.  Infine, una cosa paradossale, crescono più velocemente dei consumi: senza nuove regole, i rifiuti da imballaggio aumenterebbero del 19% entro il 2030 (e del 46% per la plastica.Ndr). Dati estremamente preoccupanti, che fanno rabbrividire.  Gli imballaggi incidono sulla spazzatura soprattutto quando sono monouso e di piccole dimensioni come bustine di salse, zucchero, shampoo monodose, mini flaconi, perché si usano per pochi secondi, finiscono quasi sempre nell’indifferenziata e si disperdono facilmente nell’ambiente. Il problema si acuisce quando non sono riciclabili o sono composti da materiali misti, quali ad esempio plastica accoppiata con alluminio, carta plastificata, imballaggi multistrato, poiché sono difficili da separare e spesso non vengono riciclati anche se conferiti correttamente. Ulteriore elemento di grande impatto è che spesso molti imballaggi sono superflui: doppi packaging, confezioni estetiche, scatole troppo grandi rispetto al contenuto, che aumentano il volume dei rifiuti senza reale utilità.

Quali sono gli impatti sull’ambiente e sulla sostenibilità?

Gli impatti sono devastanti, più di quello che possiamo immaginare: hanno un impatto ambientale molto elevato perché consumano enormi quantità di materie prime, generano, come detto, rifiuti in crescita e contribuiscono alle emissioni di CO₂ lungo tutto il loro ciclo di vita. Come accennato, gli imballaggi assorbono infatti il 40% di tutta la plastica e il 50% della carta utilizzate nell’UE. Questo significa più estrazione di petrolio, più deforestazione e più energia consumata. La produzione, il trasporto e lo smaltimento degli imballaggi generano emissioni significative. Una volta degradati, gli imballaggi rilasciano microplastiche che entrano nei suoli, nei fiumi e nella catena alimentare. Imballaggi troppo voluminosi aumentano lo spazio occupato nei trasporti  quindi più viaggi e più emissioni. Insomma, una cosa molto seria, al punto che in alcune aree del mondo la spazzatura da imballaggi ha raggiunto limiti inimmaginabili e, sono certo, tutti abbiamo visto filmati di mari e fiumi stracolmi di plastica, oppure animali intrappolati nella plastica. La cosa che viene a mio avviso poco evidenziata è la pericolosità di impatto di certi imballaggi nella catena alimentare: se respiriamo microplastiche e mangiamo microplastiche rilasciate dagli imballaggi, magari mangiando pesci che hanno ingerito microplastiche, qualche effetto ce lo possiamo aspettare. Non voglio creare allarmismi, ma purtroppo ho visto che spesso il problema viene minimizzato.

 Quali soluzioni si potrebbero adottare per poterli ridurre?

Si può e si deve fare molto. In Europa e in Italia si stanno già introducendo misure molto forti per ridurre i rifiuti da imballaggi. Punto cardine è il nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation, regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggi. Ndr)  in vigore dal 2025, obbligatorio dal 2026, il cui obiettivo è la riduzione del 15%  entro il 2040, intervenendo su tutto il ciclo di vita: progettazione, uso, riuso, riciclo, con la creazione di standard europei unificati per etichette e raccolta e la riduzione degli imballaggi superflui e dei formati non necessari. Vengono introdotte limitazioni agli imballaggi  “estetici” o doppi, con uno stop graduale ai monouso più problematici (es. bustine, mini-porzioni). Iniziative molto significative saranno successivamente introdotte dal 2030. In particolare, aumenteranno le percentuali obbligatorie di imballaggi riutilizzabili per: bevande da asporto, take-away, commercio elettronico e grandi elettrodomestici. Un'altra serie di misure è in fase di definizione e verranno rilasciate nei prossimi anni.  Per quanto riguarda quello che noi possiamo fare e, aggiungo, dobbiamo fare, come aziende, istituzioni e cittadini ecco qui una lista, non esaustiva, ma realistica. Eliminare formati inutili o sovra-imballaggi: progettare imballaggi monomateriale (più facili da riciclare) e ridurre peso e volume per diminuire CO₂ nei trasporti.  Po espandere il riuso: sistemi di vuoto a rendere per bevande e cosmetici, contenitori riutilizzabili per commercio elettronico e logistica.  Anche utile l'innovazione nei materiali: bioplastiche realmente compostabili in impianti industriali, carta e cartone ad alta resistenza senza plastificazione.  Bisognerebbe migliorare la raccolta differenziata: etichette più chiare e uniformi (già previste dal PPWR), campagne educative mirate per fasce d’età e territori, incentivi economici per chi differenzia correttamente. Inoltre, molto importante, secondo me la responsabilità estesa del produttore (la cosiddetta EPR): tariffe più alte per chi usa materiali non riciclabili, premi per chi usa riciclato o riuso. Infine, quelle che io definisco regole di buon senso: non comprare frutta, verdura e carne in confezioni di plastica, sono orribili e inutili, comprare acqua in vetro e non in plastica (il vetro è riciclabile all’infinito. Ndr), usare bottiglie termiche per l’acqua e non bottiglie di plastica, gestire diligentemente la raccolta differenziata, riciclare le scatole che riceviamo dal commercio elettronico.

S.D.D.

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)