LA STORIA – Ottavio Dotti, un sogno che corre sulle due ruote

mercoledì, 29 aprile 2015

CANTÙ - L'arrivo alla Parigi Roubaix, la maglia di campione provinciale conquistata proprio a Cantù ci sono tappe che rimarranno ottavio dottimaggiormente impresse rispetto ad altre nella mente del giovane Dotti. Perché il ciclismo, uno degli sport più praticati in Italia, non è per tutti. Un conto è andare in bici, un conto è essere ciclisti. E Ottavio Dotti ha scelto di essere un ciclista.

Classe 1997, Ottavio nasce a Erba, il 27 giugno, vive ad Albavilla ma si può considerare un canturino adottato. Corre nella schiera del CC Canturino, la storica società brianzola, che coltiva talenti Juniores sulle due ruote. E Ottavio il talento sembra dimostrarlo nei campionati provinciali e regionali confermandosi ogni anno campione.

Gli inizi

Gli inizi di Ottavio sono ben lontani dal mondo di raggi e due ruote. In montagna a 6 anni Ottavio si cimenta nello sci, gare, fine settimana interi lontano da casa. "Non mi piaceva, mi pesava all'epoca stare così tanto lontano dalla famiglia" ricorda Ottavio che inizia a guardarsi in giro nemmeno così troppo lontano si potrebbe dire. Nipote di Dotti, il campione del mondo della categoria Mezzofondo Dilettanti, Ottavio si avvicina al ciclismo e nel 2004 entra nella schiera del Costa Masnaga.

ottavio dotti.jpg1La gavetta

"Ricordo ancora la mia prima gara in maglia masnaghese, quarto al traguardo forse questo, forse i primi successi mi hanno convito a proseguire in questo sport. Una scelta di cui oggi di sicuro non mi pento". Ottavio pedala, a bordo della propria bicicletta scopre i contorni del paese, "perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese. In questo modo te le ricordi come sono veramente" e suda. "Il ciclismo è uno sport molto duro, di fatica e sacrificio. Va fatto prima con la testa e poi con il fisico, ma tutta questa fatica è ripagata al traguardo, perché la corsa finisce solo quando la tagli la riga". Dedito alle due ruote di anno in anno Ottavio sale in categoria e ottiene i primi importanti successi. "Da G2 ogni anno mi riconfermo campione provinciale e regionale, una bella soddisfazione". Non solo per Ottavio ma per tutta la famiglia, fedele supporter dentro e fuori pista.

I primi successi, la Parigi-Roubaix e la convocazione in nazionale

E' il 2013 quando il giovane comasco vince "l'Oscar Tutto Bici", ovvero viene riconosciuto miglior Allievo. Ed è settembre dello stesso annodotti arrivo quando Ottavio corre la Coppa d'Oro. "Una delle gare più importanti nella categoria allievi. In sella alla bici poco prima di partire rompo una ruota, una bella sfortuna - racconta Ottavio - chiedo a un mio compagno che subito mi aiuta, dandomi la ruota e strappandomi una promessa 'vincerò per te'". Ottavio finisce secondo, a un soffio dal primo, riconfermandosi talento comasco nel mondo del ciclismo. Un mondo che da sempre nell'immaginario collettivo vanta tratti epici. Epici gli arrivi trasmessi via Tv in salita, sotto la neve di tanti corridori e l'arrivo di Dotti al traguardo della Parigi - Roubaix è quasi epico: due ruote rotte sul pavé e 27° posto conquistato su oltre 120 atleti.

"Un'esperienza bellissima perché mi ha concesso non solo la possibilità di correre la celebre gara in linea maschile ma di confrontarmi con atleti da tutto il mondo". Un posto conquistato in maglia azzurra. "Poco prima di Pasqua sono stato convocato in nazionale. E' stato potrei dire come veder riconosciuto il mio impegno in questo sport, una prima tappa in questa lunga corsa che spero mi porti lontano".

Gli allenamenti, le corse minori e i sogni 

dottiNella schiera del CC Canturino 1902 Ottavio si allena ogni giorno per sei giorni, il settimo c'è la gara. "Con Andrea Arnaboldi (preparatore della società canturina) giro per le tre provincie: Varese, Como e Lecco. Sudo tanto, mi sforzo altrettanto rimanendo sempre con i piedi per terra. Questo mi ha insegnato la società e questo mi insegna lo sport" . Uno sport per pochi, le salite sono lunghe e dure e ci vuole testa anche per andare in fuga. "Di certo serve anche una buona dose di fortuna" scherza Ottavio ricordando le numerose ruote bucate all'inizio e durante le gare più importanti della sua giovanissima carriera.

"Tra i tanti corridori guardo Luca Paolini che insegna a tutti noi che certo, l'età ha un peso, ma contano anche testa e cuore, così anche se hai 38 anni puoi ancora vincere le gare". I sogni di Ottavio sono tanti e parlano lingue straniere, "perché in Italia c'è poco spazio per i ciclisti e in generale per i giovani".

"Tra qualche anno vorrei vedermi in sella alla mia bici, in un team di professionisti a correre. Questo sport dà davvero tanto a chi lo pratica e prima di tutto da valori e uno stile di vita sano, a dispetto di quel che si pensa. Questo sport tra tutto mi insegnato una cosa importante: la sfida è finita solo quando tagli la riga finale, il resto sono ostacoli da superare che ti porteranno al traguardo".

Silvia Rigamonti

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)