CANTÙ– Un mese dopo la vittoria nelle urne (e la successiva "ibernazione" a causa della nota vicenda-Zanfrini), Edgardo Arosio è stato "ratificato" in qualità di sindaco. Ma non di tutti.
Al consiglio comunale di venerdì infatti la ratifica non ha ottenuto la maggioranza assoluta: opposizioni contrarie e per nulla decise ad accettare la risoluzione "dettata" dagli uffici comunali, che con una delibera motu proprio, in autotutela, avevano di fatto cancellato il famoso appalto al Consorzio Zanfrini - che bloccava l'entrata in carica di Arosio vista la presenza nella società del fratello di quest'ultimo, Armando.
Critico Francesco Pavesi, avversario nel ballottaggio e capogruppo di 'Lavori in Corso': "Questione risolta perché dalla dirigente del Settore Bilancio che ha risolto d’ufficio l’appalto, con una consulenza legale da più di quattromila euro. Ma molti elementi mi lasciano perplesso: pochi i giorni concessi alla Zanfrini per le sue osservazioni, interesse pubblico? Tutto da dimostrare che con una nuova gara avremo vantaggi economici. Passata l’estate dovremo riaffidare l’appalto e ci troveremo con lo stesso problema. Il vero nodo politico è come mai non si sia tenuto conto dell'incompatibilità quando è stata presentata la candidatura di Arosio".
Per Cecilia Volontè "Serve una pronuncia del giudice, a lato dell'annullamento; il Comune non può dichiarare in autotutela inefficace il contratto, che dunque sussiste e la incompatibilità non è rimossa, e sussiste anch'essa". Vittorio Spinelli (PD) giudca un fatto grave "che sia stato consegnato al Consorzio Zanfrini un verbale del consiglio non ancora approvato", infine Tagliabue del Movimento 5 Stelle ha affermato che "L’interesse pubblico non è stato rispettato".






