INCOMPATIBILITÀ – Altri 10 giorni ad Arosio: insorgono le opposizioni

martedì, 6 marzo 2018

CANTÙ - Com’era ampiamente prevedibile, l’ultimo consiglio comunale di Cantù è ruotato attorno all’incompatibilità del sindaco Edgardo Arosio e alle sue dirette conseguenze, alla possibilità - poi concessa - di riservare al sindaco un intervallo di tempo per “presentare osservazioni o per eliminare le cause dell’incompatibilità”, proprio com’era accaduto dopo il consiglio comunale dello scorso 17 luglio.

Dopo aver riepilogato efficacemente l’intera vicenda – la prima contestazione dell’incompatibilità, l’annullamento dell’affidamento del servizio comunale di trasporto funebri alla ditta Zanfrini, gestito anche dal fratello del sindaco (la principale causa di incompatibilità), e le successive pronunce del Tar, con le quali si accoglieva il ricorso presentato dal consorzio Zanfrini – il consigliere comunale Cecilia Volontè, di Lavori in Corso, ha richiesto a gran voce che venisse dichiarata “la decadenza del sindaco Arosio”, perché l’intervallo di tempo per presentare osservazioni o per eliminare l’incompatibilità “è già stato concesso, ed è ormai decorso”.

Dopo l’emanazione dell’ultima sentenza del Tar, nelle scorse settimane, il Comune aveva impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato, richiedendo la sospensione in via cautelare degli effetti della sentenza. “Bisogna aspettare la pronuncia del Consiglio di Stato – ha affermato il vicesindaco Matteo Ferrari; - Dichiarare la decadenza rappresenterebbe un rischio irrecuperabile, perché si sovvertirebbe l’esito di un’elezione democratica. In tal modo saremmo costretti a tornare alle urne nella primavera del 2019, un passo che comporterebbe una spesa di circa 140mila euro”.

La deliberazione di decadenza del sindaco, in ogni caso, è stata respinta con 15 voti contrari, otto favorevoli e un astenuto (il grillino Gianpaolo Tagliabue, uno dei consiglieri d’opposizione che aveva richiesto la convocazione del consiglio comunale). Secondo Francesco Pavesi, consigliere di Lavori in Corso, “le parole del Tar non sono soltanto chiare, sono anche estremamente severe”. Pavesi ha parlato di “una chiara responsabilità politica”, perché l’amministrazione “avrebbe potuto prevedere ciò a cui sarebbe andata incontro la città, con attese, spese e atti di Tribunale”.

La proposta di concedere al sindaco altri 10 giorni (al massimo 30) per presentare osservazioni o per rimuovere la causa di incompatibilità, come era già accaduto lo scorso luglio, è stata approvata con 22 voti favorevoli, per cui l’intero iter ripartirà sin dall’inizio. “È una pagina molto triste per la storia amministrativa di Cantù”, ha tuonato Pavesi.

Da luglio a oggi, come ricordato dall’assessore Natalia Cattini, le spese legali a carico del Comune ammontano a circa 34mila euro, a cui si devono aggiungere anche 3500 euro per il servizio funebre operato dal Comune, in particolare dal 27 luglio al 9 febbraio, la data dell’emanazione della sentenza.

Il consiglio si è concluso con una brillante stoccata di Alberto Novati, consigliere indipendente ed ex candidato sindaco per Vola Cantù. “In consiglio comunale si dovrebbe discutere delle ferrovie o del destino del De Amicis, non dell’incompatibilità del sindaco. Ma di che cosa parliamo?”.

R. I. 

 

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