CANTÙ – Sulla vicenda di Como Acqua, nelle scorse ore, è intervenuta anche Claudia Terzi, assessore regonale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile: la leghista ha scritto una lettera al presidente della provincia di Como, Maria Rita Livio, che negli scorsi giorni aveva criticato aspramente la Regione per aver espresso un parere sulle criticità del progetto di fusione tra le dodici partecipate del servizio idrico e Como Acqua srl.
La città di Cantù aveva manifestato delle contrarietà sin dall’inizio, evidenziando la scarsa rappresentatività del Comune in Como Acqua e richiedendo maggior peso nella governance, nella capacità decisionale del nuovo organismo. E il respingimento del progetto di fusione da parte dell’assemblea, la scorsa settimana, aveva innescato numerose polemiche tra l’assessore canturino alle Attività produttive, Matteo Ferrari, e uno dei membri del consiglio d’amministrazione di Como Acqua, Bruno Livio, ma anche tra il presidente Maria Rita Livio e alcuni esponenti regionali.
"Spero che adesso la si smetta con polemiche inutili e strumentali e si pensi, esclusivamente, a fare il bene dei cittadini comaschi – ha affermato l’assessore Claudia Terzi -. Non posso tollerare che la presidente della Provincia di Como consideri la disponibilità dimostrata e dichiarata in diverse occasioni da Regione Lombardia come un'ingerenza, arrivando, perfino, a sollecitare un passo indietro dell'amministrazione regionale. Certo non aveva questo atteggiamento quando nei mesi passati incontravamo lei e i tecnici per accompagnarli nel doveroso e necessario percorso di costituzione del gestore unico del servizio idrico. Gestore che, ricordo è previsto dalla normativa regionale e che ha come scopo principale proprio il mantenimento del carattere pubblico di una risorsa fondamentale come quella dell'acqua. Se questo è il comportamento politico che la presidente Livio ha tenuto con tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, non mi meraviglio che dopo un paio di rinvii dell'assemblea, lo scorso 15 novembre il progetto sia stato bocciato".
A margine dell’ultimo consiglio comunale di Cantù, quando si parlò anche di Como Acqua, il presidente Maria Rita Livio s’era scagliata contro l’intervento dei funzionari regionali, contro gli autori della nota giunta in Comune, dichiarando che la Regione avrebbe potuto intervenire soltanto “in caso di inerzia”.
"Regione Lombardia - continua l'assessore regionale - è stata chiara e disponibile fin da subito, anche quando, con spirito costruttivo, ha evidenziato anche alla presidente della provincia di Como, le criticità che poi si sono rivelate uno dei motivi per cui il progetto predisposto dalla Livio è stato rispedito al mittente dai sindaci. Fin dall'inizio, infatti, siamo stati disponibili a collaborare, come già fatto in tutte le province della Lombardia, con ottimi risultati, nel pieno rispetto delle norme. Trovo inqualificabile l'atteggiamento denigratorio e altamente offensivo tenuto soprattutto nei confronti del nostro dirigente alla partita che ha operato, con tempismo e precisione, in nome e per conto di Regione Lombardia, e che ha condotto un'analisi puntuale e specifica della situazione e delle criticità così come era doveroso fare. A questo punto mi sembra che siano evidenti a tutti le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti in questa vicenda. È chiaro che senza un palese segnale di discontinuità a farne le spese potrebbero essere i cittadini comaschi, con un probabile aumento delle tariffe. Il mio ruolo politico mi impone di vigilare affinché ciò non accada e soprattutto che venga scongiurata la necessità di ricorrere all'esercizio del potere sostitutivo. Su una cosa, comunque, vorrei essere ancor più chiara: la minaccia relativa al socio privato è priva di fondamento, questa decisione non spetta alla Provincia ma al territorio e quindi a ogni singolo comune comasco”.
Dopo l’affossamento del progetto di fusione, infatti, il rischio che Como Acqua finisca nelle mani di una società privata sembra davvero molto alto: come affermato anche da Bruno Livio, consigliere d’amministrazione nel cda di Como Acqua, entro la fine dell’anno potrebbe essere indetta una gara europea per l’assegnazione del servizio idrico comasco, con la concreta possibilità che ad aggiudicarsela sia una società privata, quasi certamente straniera.






