CANTÙ - La prima giornata di ritorno ha riportato la Red October sulla terra, facendola cadere per altro bruscamente sul campo di Mestre, dove Venezia ha archiviato la pratica Cantù facendola tornare in Brianza con uno scarto di 21 punti (93-72).
L’Umana è oggettivamente la seconda forza del campionato, la squadra più solida dopo l’Olimpia Milano, e quel primo quarto terminato 16-23 aveva illuso i canturini, che dopo qualche minuto di secondo periodo hanno iniziato ad imbarcare acqua senza mai più riprendersi.
Ci si dovrebbe quindi chiedere se risulti “normale” essere sconfitti da Venezia (e lo è) ma soprattutto se sia accettabile aver subito ininterrottamente per 30 minuti, e questo invece non lo è. La Red October ambisce senza nascondersi ai playoff e in questo momento il quintetto titolare sarebbe da Eurocup con Dowdell, Pilepic, Darden, Calathes e Johnson, eppure Pilepic continua ad essere assente, Darden non può reggere i ritmi che gli vengono richiesti e la panchina non ha offerto, sinora, alcuno spunto.
Il lavoro che dovrà fare coach Bolshakov sarà quello di inserire il prima possibile David Cournooh (buono il suo esordio contro Venezia) per far sì che il giocatore italiano possa macinare punti prendendosi responsabilità, perché l’attacco canturino necessita di un’alternativa valida a Zabian Dowdell; in aggiunta, non sarebbe male vedere finalmente Alex Acker, oggetto misterioso, a Mestre in campo per 18 evanescenti minuti.
E le prossime tre partite saranno fondamentali per Cantù perché di queste due in fila saranno in trasferta contro Pesaro e Sassari, mentre in casa alla seconda giornata i biancoblu sfideranno Brescia, squadra rivelazione all’ottavo posto in classifica; con molta umiltà, quindi, per la Red October sarebbe forse meglio guardarsi ancora le spalle (+4 dalla zona retrocessione) piuttosto che puntare in alto, anche perché nell’ultima giornata Cremona, Varese e Pesaro hanno perso, rimanendo quindi “distanti” dai canturini.
Nota a parte, doverosa, per Francesco Quaglia, impiegato 8 minuti contro la Reyer e autore di 9 punti con il 100% dal campo, 5 rimbalzi e 14 di valutazione; forse il ragazzo fiorentino potrebbe dare una mano concreta a Calathes e Johnson, specie ora che Callahan è fermo, mentre nel settore esterni Bolshakov si ritrova a dover gestire tanti (troppi?) giocatori, con Parrillo da sempre poco utilizzato e Kariniauskas relegato in panchina per 40 minuti.
Il capo allenatore e il vice Marco Sodini dovranno perciò affrontare il secondo momento più difficile della stagione, con una squadra più lunga ma anche non equilibrata, alla quale servono regole ben precise per poter scendere in campo.
Davide Porro







