Quando non sa che fare, la Lega organizza una raccolta di firme.
Stavolta ha deciso di raccogliere firme “contro Bizzozero” anche se, a quanto pare, ha le idee un po’ confuse su cosa farne.
Quel che tormenta “duilioloi” Brianza ed il “prode” Arosio è infatti un dubbio amletico.
Nel caso in cui Bizzozero non dovesse dimettersi entro domenica sera, è più opportuno presentare una mozione di sfiducia oppure chiedere alla Giunta di assumere una qualche iniziativa (sic!) verso la città di Napoli, tenuto conto dei riflessi mediatici negativi (doppio sic!) della catastrofica presa di posizione dell’ormai defenestrato sindaco di Cantù?
Ora, sul fatto che Bizzozero l’abbia fatta fuori dal vaso ed abbia scelto la maniera peggiore per uscire di scena, non vi è alcun dubbio. Che poi vi sia anche il sospetto che l’abbia fatto scientemente e strumentalmente, per guadagnare in visibilità mediatica è altrettanto chiaro.
Ma è spassoso che egli venga chiamato a pagare il conto delle sue scellerate esternazioni proprio da coloro che, per anni, si sono sgolati a gridare per terra, per cielo e per mare “Forza Vesuvio!”, a significare la loro profonda avversione verso il Meridione a cui rimproverano di essere causa della rovina del Paese ed a cui addebitano tutte le peggiori ed inimmaginabili nefandezze.
Altrettanto divertenti, poi, sono le ragioni che vengono addotte per chiedere le dimissioni del non più libero né departitizzato sindaco canturino.
Non gli si rimprovera certo di non essere stato capace di invertire la tendenza al depauperamento ed alla decadenza della città, cioè del prodotto dei precedenti vent’anni di nefaste amministrazioni leghiste, bensì di aver provocato dei “danni mediatici” alla città.
Ed ancor più comico, poi, è il fatto che, per risollevare le sorti della città, propongano la candidatura del “prode” Arosio all’incarico di sindaco, forse nella speranza che i canturini siano privi di memoria.
Hanno cioè la pretesa di somministrarci una minestrina insapore ed incolore che ha già avuto modo di dare gran prova di sé con risultati che solo per carità di patria si potrebbero definire soltanto fallimentari.
Aveva ragione la vecchina di Siracusa che pregava perché gli dei conservassero a lungo la vita del tiranno Dionisio, sicura com’era che chiunque fosse venuto dopo di lui sarebbe stato ancor più crudele: al peggio non c’è mai fine.
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Enzo Marelli
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