CANTÙ - Il derby. Basta la parola per far sobbalzare gli appassionati sportivi. Se poi questa parola viene affiancata dai nomi di Milano, la metropoli, e Cantù, la piccola città, il mondo della pallacanestro, e non solo, non può non scuotersi.
Domenica si giocherà un derby, al Forum di Assago, che potrebbe diventare uno di quelli più sentitamente ricordati, perché una vittoria rappresenterebbe per l’Acqua Vitasnella la conferma di poter essere una grande, quella squadra che in gergo viene chiamata “mina vagante”, che se dovesse finalmente ingranare diventerebbe davvero un team verso cui portare rispetto, e non invece (come alcuni stanno facendo) da guardare e ridere sotto i baffi per i cambiamenti avvenuti, che hanno incontrato, ovviamente, alcune difficoltà.
Sarà il derby numero 157 tra Cantù e Milano, e per il nuovo patron biancoblu Dmitry Gerasimenko sarà il secondo, dopo quello del Pianella vissuto all’andata tra cheerleaders, torte in faccia, il caso Johnson e il suo clamoroso esordio, e la sconfitta finale; oltretutto, Gerasimenko potrebbe essere il tifoso canturino più vulcanico presente al Forum, poiché è notizia ormai nota che gli Eagles hanno deciso di rinunciare alla trasferta, per dare un segnale forte e concreto all’Osservatorio, che quest’anno ha vietato varie gite fuori porta, ritardandone inspiegabilmente in alcuni casi la comunicazione alle società interessate.
In prima linea, a fare il tifo per Cantù, ci sarà invece il prefetto di Como Bruno Corda, che ha annunciato la sua presenza al Forum proprio al Canturino.
Ma, tornando ai “meri” numeri, 157 incontri sono parecchi, e il primo giocato in Serie A tra Cantù e l’Olimpia Milano, risale alla stagione 1954/55, campionato a 12 squadre al termine del quale la Milenka Cantù retrocedette, per poi risalire nell’annata 1956/57, targata Oransoda; il primo derby si svolse così il 14 novembre 1954 a Milano, perso dai biancoblu contro la Borletti, con il secco punteggio di 80-52. Il ritorno, datato 20 febbraio 1955, si giocò quindi sul campo a cielo aperto della futura palestra Parini, e i brianzoli riuscirono ad imporsi 50-45, contro una squadra che già aveva raccolto trofei sul territorio nazionale.
Da quel lontano 1955 gli anni passati sono parecchi, le sfide innumerevoli, come pure gli ex che si sono incrociati, e nonostante le due compagini si siano incontrate in finale di Coppa Campioni a Grenoble (vinta dai canturini con uno dei finali più al cardiopalma della storia del basket europeo), il destino non le ha mai fatte incrociare in una finale scudetto; la piccola città e la grande metropoli si sono sfidate per la conquista dell’Europa ma mai per lo scudetto dello Stivale, è quasi difficile crederlo.
L’ultima serie playoff, in cui Olimpia Milano e Pallacanestro Cantù si sono trovate, risale all’annata 2010/11, quando la Bennet affrontò due derby prima di arrivare in finale: prima batté Varese ai quarti con un netto 3-0, poi Milano in semifinale 3-1, e cedette, infine, solo alla corazzata Siena.
Da allora, milanesi e brianzoli non si sono più incontrati al di fuori della stagione regolare, e di notevole impatto rimane nella testa dei canturini la gara di ritorno dell'anno scorso (vinta 83-64) giocata a Desio, in maglia "parquet"; in quell'occasione un americano come Metta World Peace si rese conto realmente del significato della parola derby, Stefano Gentile oscurò il fratello Alessandro, e Johnson Odom scattò una foto-ricordo della maestosa curva biancoblu.
Curva che, purtroppo, a Milano non ci sarà, ma i ragazzi di coach Bazarevich dovranno provarci fino alla fine per tenere vivo il sogno della post season.
Davide Porro









