SCUDETTO – La Briantea84 cerca il titolo in gara 3 a Roma

sabato, 28 maggio 2016

Jordi Ruiz 2016

Jordi Ruiz, lo spagnolo in forza alla Briantea84

CANTÙ - Sarà la partita dell’anno, per entrambe le compagini. È vero, non è la prima volta che Santa Lucia e Briantea84 si sfidano (ormai si è perso il conto), non è nemmeno la prima gara decisiva per assegnare un trofeo e, se vogliamo spingersi oltre, durante la stagione le due squadre hanno calcato anche il parquet europeo, confrontandosi per il terzo posto in Coppa Campioni.

Ma qui c’è in palio lo scudetto e il fascino che lo circonda è magico, soprattutto se si pensa a gara 2 giocata al Pianella, con la UnipolSai capace di vincere davanti a 3000 persone con una prova di cuore e anche di tecnica, il che fa presagire ad una sfida ancora una volta epica, l’ultima, sul campo della Fondazione Santa Lucia.

Per l’occasione Rai Sport 2 trasmetterà la sfida in diretta (palla a due alle 17.15 di oggi), un ulteriore passo avanti per la pallacanestro in carrozzina e conferma quanto gli appassionati siano in continua crescita; la palestra della Fondazione sarà stipata in ogni angolo di posto e da Cantù i fedelissimi della Briantea arriveranno in buon numero, per seguire i biancoblu in quella che potrebbe essere una vendetta, in senso strettamente sportivo, dopo che Roma vinse lo scudetto lo scorso anno al Pianella.

Marco Bergna Briantea84 1

Marco Bergna, coach della UnipolSai

Sulla carta, il Santa Lucia sarebbe favorito per due principali motivi: il fattore campo e un roster più lungo ed esperto. Dalla parte della Briantea, invece, i singoli giocatori sono potenzialmente inarrestabili se messi in ritmo (gli stranieri sono tutti da nazionale, Choudhry è in un momento clamoroso) e gli italiani sono giovani ma iniziano ad avere esperienza. La UnipolSai è però più corta e questo obbliga i ragazzi di coach Marco Bergna a mantenere la concentrazione per 40 minuti filati, perché abbassare la guardia e rischiare di commettere troppi falli potrebbe indirizzare la partita in favore dei romani.

Probabilmente proprio la questione falli è l’unica che condizionerà la gara, perché le due squadre si conoscono a memoria sapendo tutto l’una dell’altra, eppure ogni partita in cui si sono confrontate è stata diversa, con protagonisti differenti capaci di caricarsi sulle spalle i propri compagni: Choudhry, Ruiz e Sagar in gara 2 per Cantù, senza dimenticare Carossino, Cavagnini, Berdun e Mehiaoui per Roma, senza dimenticare Stupenengo. E all’appello mancherebbe un certo Brian Bell, che potrebbe essersi “nascosto” in attesa del gran finale.

Insomma, gli ingredienti ci sono tutti per una gara 3 scudetto memorabile, tra due società che si contendono lo stendardo per il quarto anno di fila e che faranno soffrire ed entusiasmare i propri tifosi, sino alla sirena del quarantesimo minuto.

Davide Porro

 

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