CUCCIAGO - "Capisco la frustrazione dei tifosi e la loro delusione per una stagione con tanti alti e bassi. E anche per questo mi fa molto piacere che in questo momento non facile abbiano scelto di starci vicini, lasciando fuori dal palazzetto polemiche e discussioni". Ormai mancano poche ore alla decisiva sfida di campionato contro Bologna e coach Sergey Bazarevich, come di consuetudine, traccia il punto della situazione.
Domenica al palasport Pianella (ore 18.15) la sua Vitasnella Cantù è attesa dalla partita contro gli emiliani, un match che vale una stagione, di altissimo valore per conquistare la salvezza, ormai l'unico obiettivo di questa stagione della formazione brianzola.
Il riferimento è al messaggio degli Eagles, che nei giorni scorsi hanno voluto parlare chiaro: contro Bologna bisogna solo pensare a incoraggiare la squadra, le discussioni vanno rimandate a fine stagione.
"L'obiettivo? Il primo è vincere. Il secondo, farlo con 9 punti di scarto" aggiunge il tecnico russo. All'andata, infatti, i bianconeri si imposero con 8 punti di vantaggio e, in ottica salvezza, non sarebbe male anche ribaltare il punteggio del confronto diretto. In panchina c'era Nicola Brienza e quello fu il primo match che lo stesso Bazarevich seguì dopo essere stato nominato allenatore della Vitasnella.
"In questa partita conterà soprattutto l'aspetto mentale - sostiene ancora Bazarevich - Tecnicamente siamo giunti a un livello accettabile, anche se non è quello consueto per una formazione alla fine della stagione. Alcuni problemi a livello mentale non ci permettono però ci rimanere in partita ed essere consistenti per tutti i 40 minuti".
"Purtroppo - ribadisce il tecnico - in questa stagione abbiamo anche dato ai tifosi l'illusione di essere in grado di migliorare, di poter puntare più in alto, ma così non è stato. Li ringrazio per l'incoraggiamento che ci hanno sempre dato e promesso per domenica: hanno apprezzato il nostro impegno, anche se sul campo poi i risultati non sono arrivati. Cantù è una piazza importante, abituata a lottare per i vertici della classifica, un discorso che vale anche per me, ma questa stagione è stata contrassegnata da tanti cambiamenti". Forse troppi? L'allenatore non si nasconde: "Sicuramente la stabilità nel campionato italiano è importante. Le squadre che vanno meglio sono quelle che hanno solide fondamenta. E chi ha cambiato poco ora ne sta traendo un vantaggio. Oggettivamente per me lavorare con un gruppo in continua evoluzione non è stato facile: le case si costruiscono dalla base, non dai piani alti".






