CASO METRANGOLO – Prosegue lo scontro tra maggioranza e opposizione

giovedì, 28 maggio 2020

CANTÙ - Continua lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla spinosa questione dell'autosospensione dell'assessore Antonio Metrangolo, colto in flagrante mentre violava il lockdown e per questo motivo si è autosospeso.

Le forze di opposizione, P.D.-Unire Cantù – Cantù con Noi, Lavori in Corso, Movimento Cinquestelle e Cantù Rugiada, hanno chiesto una posizione netta al sindaco Galbiati e alla sua giunta proponendo una seduta di Consiglio per discuterne.

La proposta è stata bocciata dal segretario comunale, che ha dichiarato errata la procedura di richiesta, provocando nelle opposizioni una durissima reazione: disertare conferenze, consigli comunali e commissioni.

Una situazione complicata, che mina l'equilibrio di tutto il consiglio comunale. La posizione delle opposizioni è netta: chiedono la convocazione del Consiglio entro il 4 giugno e ritengono illegittima la posizione del segretario comunale, come si evince dalla lettera protocollata inviata al presidente del Consiglio comunale.

Riportiamo i passaggi più significativi:

"Il parere del Segretario Generale mina, in radice, le previsioni del regolamento ed una prassi amministrativa invalsa, applicata da anni senza alcuna problematica di comunicazione tra l’Ente ed i componenti dell’Organo fondamentale dell’Ente, rappresentato dal Consiglio comunale.

Il Comune di Cantù ha approvato le versioni vigenti dello Statuto e del Regolamento del Consiglio comunale con delibere rispettivamente del 7 febbraio 2013 e del 25 giugno 2015; in entrambi i casi le deliberazioni venivano approvate all’unanimità del Consiglio.

Da allora tutta l’attività di comunicazione/trasmissione di atti tra Comune e Consiglieri (e viceversa) è avvenuta rispettando le previsioni contenute nelle due fonti normative citate.

A tali norme si sono attenuti i gruppi di minoranza nella presentazione della mozione per sollecitare il Sindaco a decidere in merito alla delega dell’assessore Metrangolo e nella richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto per affrontare e discutere gli interventi necessari per affrontare la fase 2 e quelle successive.

La presentazione di tali richieste è avvenuta tramite la PEC del Consigliere di minoranza, Antonio Pagani, e con la sottoscrizione degli appartenenti ai gruppi di minoranza. Le firme sono state raccolte in PDF in quanto, essendo in periodo di lockdown, non è stato possibile raccoglierle in modalità analogica. Peraltro, le firme dei Consiglieri sono già conosciute, per eventuali necessarie verifiche, dagli uffici comunali.

Nella sua relazione il Segretario, di fatto, prescinde dallo Statuto, dal regolamento e dalla prassi impiegata da oltre un lustro per cambiare le regole di riferimento e dichiarare inammissibile la mozione, sia nella forma di presentazione che nel contenuto, mettendo in discussione quanto sino ad oggi avvenuto.

Ove il parere espresso dal Segretario Generale fosse applicato (a nostro avviso in violazione del regolamento sul funzionamento del Consiglio) ci chiediamo: sono da considerare valide le convocazioni delle Commissioni consiliari (Bilancio e Finanze, Polizia Locale e Sicurezza), della Conferenza Capigruppo del 24 maggio e dello stesso Consiglio comunale del 26 maggio avvenute tramite e-mail, e riportanti la firma autografa del mittente oppure il solo nominativo seguito dalla dicitura “Firma autografa sostituita a mezzo stampa a’ sensi dell’art. 3 c. 2 del D.lgs. n. 39 del 1993”?

Il Segretario Generale nella sua relazione del 20 maggio afferma, in relazione all’istanza di convocazione del consiglio comunale formulata dai gruppi consiliari di opposizione: “Qui anche considerando l’istanza proveniente da un soggetto non privato ma Consigliere comunale eletto ed incaricato di un gruppo di consiglieri delle diverse minoranze risulterebbe evidente sia il pregiudizio verso il finale destinatario (ma anche verso altri) sia un rischio di ascrizione di responsabilità alla PA per effetto della eventuale decisione di inserire la mozione all’ordine del giorno ediscuterla e votarla.” È necessario quindi, per evidenti ragioni logiche di reciprocità per le comunicazioni della Pubblica Amministrazione nei confronti dei propri organi (i consiglieri comunali), che debbano essere ridefiniti modalità e strumenti che le attuali norme vigenti non prevedono? 

È noto, infatti, che le uniche ipotesi per le quali l’Organo che presiede il consiglio comunale può omettere la convocazione dell’assemblea sono la carenza del prescritto numero di consiglieri oppure la verificata illiceità, impossibilità o manifesta estraneità dell’oggetto alle competenze del Consiglio. Ipotesi che non ricorrono nel caso in esame".

Le opposizioni hanno poi formulato richieste specifiche:"convocare, nel rispetto del termine previsto dal regolamento (e dunque entro il 4 giugno 2020), il Consiglio Comunale richiesto, in data 15 maggio 2020, dai gruppi consiliari di opposizione per discutere la mozione relativa all’Assessore Antonio Metrangolo, in quanto il Presidente del Consiglio comunale può solo verificare il rispetto del numero di Consiglieri che formulano la richiesta di convocazione, ma gli è precluso ogni sindacato sull’ammissibilità e la rilevanza delle questioni da trattare, strettamente riservato al Consiglio Comunale medesimo.

Convocare, nel rispetto del termine previsto dal regolamento (e dunque entro il termine del 4 giugno 2020) il Consiglio Comunale aperto richiesto dai gruppi consigliari di opposizione, avente ad oggetto la discussione del piano della maggioranza per il riavvio dopo la prima fase dell’emergenza".

RedPol

 

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