CANTÙ – Eterni ragazzi, eterni motori(ni): chi sono i “Baloss”

sabato, 26 settembre 2020

CANTÙ - “Perché ora non sai più volare?”
Perché quando si diventa grandi ci si dimentica di come si fa”.

Così J.M.Barrie, autore di Peter Pan, descriveva il più grande peccato che l'essere umano commette contro se stesso: perdere la spensieratezza che accompagna gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza.

Fortunatamente c'è chi pur immerso nel lavoro, responsabilità familiari e, talvolta, l'inevitabile durezza della vita, riesce a mantenere intatta la capacità di volare, riesce a ripescare il suono di quella risata anche negli anfratti della sua vita adulta, riesce a ricordare. Sì, a ricordare.

E alcuni di quei ragazzi, ormai adulti, hanno formato il gruppo Baloss di Cantù.

"Baloss è una parola dialettale canturina e significa furbetto - racconta Walter Rocchetti, portavoce del gruppo - Il nostro gruppo è formato da una ventina di persone over 50 e, negli anni, si sono aggiunti i nostri figli".

Un gruppo tutto al maschile, "Ma non per scelta - sottolinea con un grande sorriso - amante della parola aggregazione, che poi è il motore di ogni comunità".

E proprio motore è la parola chiave, perchè i Baloss organizzano raduni di motorini Si Piaggio degli anni '70-'80, rigorosamente monomarcia.

"Il nostro percorso è iniziato nel 2010 con il Carnevale di Cantù - racconta Rocchetti - abbiamo partecipato creando il nostro carro e anche attualmente collaboriamo con questa splendida manifestazione. È nata una bella amicizia tra noi e abbiamo scoperto di avere in comune anche la passione per i motorini monomarcia così, nel 2015, abbiamo organizzato il nostro primo raduno. Eravamo in 3 ma pochi mesi dopo il numero dei partecipanti è salito a 18".

I Baloss partecipano ai raduni di Monferraglia (raduno di appassionati, goliardico e rigorosamente non competitivo, aperto ai soli possessori di ciclomotori monomarcia ed in regola con Il Codice della Strada. Ndr) e organizzano cinque raduni annuali, prevalentemente nel nord Italia, da maggio a ottobre.

"Ci ritroviamo in sede, al Gasoline Caffè, con camper e furgoni - spiega ancora Rocchetti - carichiamo i nostri mezzi e partiamo. Arrivati alla meta prendiamo i nostri motorini e andiamo alla scoperta della natura, dell'avventura, delle meraviglie enogastronomiche. Soprattutto rafforziamo la nostra amicizia, il desiderio di aggregazione. La sfida è portare dei mezzi pensati per piccoli spostamenti cittadini, con velocità ridotta, in luoghi impensabili per loro quali boschi o vette che toccano i tremila metri".

Ma c'è un segreto in più.

"Lo scopo principale - spiega - è tornare ragazzi per un giorno. Nella nostra adolescenza usavamo i motorini per spostarci, ci addentravamo nei boschi, andavamo alle feste. Oggi siamo adulti ma sapere di poter ripescare, nei giorni di raduno, quei ricordi e quello spirito è bello. Non bisognerebbe mai dimenticare quella spensieratezza, è un dono prezioso che troppo spesso corriamo il rischio di perdere".

Il gruppo, dopo il fermo causato dal Covid, in questi giorni, 26 e 27 settembre, sta svolgendo un raduno a Lurisia in provincia di Cuneo.

"Amiamo i nostri motorini - conclude Rocchetti - e ne abbiamo cura: revisioni tra un raduno e l'altro, aggiunta di elementi meccanici per poterli migliorare e riparazioni. Ci sono ancora molti pezzi di ricambio in circolazione e alcune aziende, cogliendo l'interesse degli appassionati come noi, stanno fabbricando nuovamente componenti meccanici per i Si Piaggio".

Tanti appassionati, un cuore unico (monomarcia).

S. D. D.

 

 

 

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