MOSCHEA E CASO AROSIO – Per l’opposizione “due pesi e due misure”

mercoledì, 29 agosto 2018

CANTÙ – Tra gli argomenti utilizzati dall’opposizione per attaccare la giunta, durante l’ultimo consiglio comunale di Cantù, figurava anche la presunta diversità di trattamento riservata dalla maggioranza nei riguardi di due dossier di cruciale importanza: la vicenda Arosio e il caso legato alla moschea di via Milano, sul quale è recentemente intervenuto anche il sottosegretario Nicola Molteni.

Gli attacchi dell’opposizione, in un primo momento, si erano infatti basati sulle recenti dichiarazioni dell’onorevole leghista, il quale, commentando la sentenza del Tar sulla moschea di Cantù, avrebbe richiesto a gran voce la restituzione dei quattrini spesi dalla città per la gestione della controversia. “Utilizzate due pesi e due misure”, hanno affermato alcuni consiglieri d’opposizione durante l’ultima seduta consiliare.

Il messaggio della minoranza è sembrato abbastanza chiaro: secondo l’opposizione, una simile solerzia nel richiedere la restituzione del denaro si sarebbe dovuta impiegare anche per il caso Arosio, che in totale – calcolando anche le spese elettorali del 2019 e gli esborsi legati alla gestione del consiglio comunale per un anno – potrebbero costare alla città più di 300mila euro, di cui 41mila soltanto per le spese legali.

“Si tratta di due questioni diverse e non confrontabili tra loro – afferma Matteo Ferrari, assessore di Forza Italia - Di sicuro vi è solo la certezza dei maggiori costi, che ancora vedremo implementare per il preannunciato appello, della querelle giudiziaria avente ad oggetto l’illegittimo utilizzo del capannone di via Milano da parte dell’associazione Assalam. Quindi – conclude l’azzurro - a prescindere dal merito i costi che il comune dovrà sostenere, ed ha già sostenuto, per la Moschea, sono di gran lunga superiori alla ben nota vicenda”.

R. I. 

 

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