COVID – ‘Negazionismo riflette paure e mancata inclusione’. Parla la psicologa

sabato, 12 settembre 2020

CANTÙ - Il Covid non esiste. Gettate quelle mascherine, vi faranno ammalare. Ci tengono nascosta la verità. È un complotto, vogliono sottometterci. Una dittatura sanitaria, un inganno politico su scala mondiale. I giornalisti sono al loro servizio e non esistono testate attendibili. I morti di Covid non esistono, no non esistono, e voi dovete svegliarvi. Svegliarvi!

Questo e molto altro viene contestato dai negazionisti del Covid che, per essere precisi, non sono uno sparuto gruppo di persone ma una fetta di popolazione sempre più in crescita in tutto il mondo.

Mesi fa, questa ondata negazionista era stata anticipata dal Canturino News, in tempi non sospetti,  attraverso una lunga intervista alla psicologa e psicoterapeuta Emma Montorfano.

Dottoressa Montorfano, molti negazionisti non hanno studi scientifici alle spalle eppure sono certi delle loro convinzioni. Com'è possibile?

Oggi è molto più semplice accedere all'informazione, anche di qualità. Questo da un lato ha risvolti positivi perché ci ha permesso di sviluppare un pensiero critico,  ampliato le nostre conoscenze migliorando l'autostima. Questo processo ha rafforzato il nostro senso del controllo e il bisogno di affidarsi agli altri, in certi casi, è venuto meno e qui arriva la controparte negativa: quando viene a mancare la capacità di affidarsi agli altri crolla il senso della comunità.

Da dove nasce questa diffidenza?

È il frutto di una cultura egoistica e competitiva che si è dimenticata del suo bisogno naturale di collettività. A questo aggiungo un cambiamento sociale che ci ha portati da cittadini di piccoli paesi, dove tutti si conoscevano, ad abitanti di realtà urbane vaste fino al potenziale infinito offerto dal web: questo ampliamento ha offerto molte possibilità, indubbiamente, ma ha anche affievolito il senso di comunità perché ciò che non si conosce può sviluppare, appunto, diffidenza e sospetto.

I negazionisti attaccano le autorità colpendone i pilastri: politica, stampa, sanità. Hanno perso fiducia?

Spesso si è attratti dalle informazioni che corrispondono al proprio punto di vista e che, in qualche modo, avvalorano le tesi in cui si crede. Distinguere le fake news dalla realtà così come gestire pareri e informazioni discordanti è un processo faticoso che mette a repentaglio il nostro senso di controllo e di competenza sulla realtà che ci circonda. Questo genera paura e come reagiamo a questa paura? Ignorando o attaccando.

Questo ha portato a un distacco tra autorità e cittadini. In che modo è possibile ristabilire un contatto? 

È necessario ricreare un senso di collettività ricercando un legame autentico con la comunità. Ascoltare le istanze di tutti indipendentemente dal grado di istruzione ed estrazione sociale. Ascoltare non necessariamente assecondare, ovviamente, perché il punto nevralgico è lì: se si viene ascoltati aumenta la fiducia nell'altro e con esso il senso di appartenenza alla comunità. Solo l'inclusione può generare rinascita, ricostruzione e crescita.

Molte persone deridono e minimizzano i negazionisti.

Derisione o rifiuto creano un ulteriore divario e non risolvono il problema, anzi il contrario. Il negazionismo esprime bisogni latenti ed inascoltati di una parte della comunità.

Se volgiamo lo sguardo dall'altra parte non risolveremo il problema, dunque, ed esso si ripresenterà.

Sì, magari con altre forme o su altri argomenti, ma se non affrontate queste dinamiche si ripresenteranno.

Le vittime di Covid e i loro familiari hanno patito dolori strazianti. Ascoltare il punto di vista dei negazionisti è complicato.

Le morti di Covid sono state atroci e alcune persone hanno sviluppato un muro di negazione e rimozione per sopravvviere alla paura di qualcosa che sfuggiva al loro controllo. Un meccanismo di sopravvivenza che può portare ad escludere l'empatia che, probabilmente, in altri contesti saprebbero sviluppare. La paura è presente in ogni essere umano e si attenua lavorando su se stessi e  in presenza di una comunità inclusiva cui potersi affidare.

S.D.D.

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)