CANTÙ – Un simbolo del design internazionale è arrivato nel cuore di Cantù: si tratta della maestà sofferente, una scultura del designer Gaetano Pesce che simboleggia la violenza sulle donne.
L’opera, ispirata alla celebre poltrona Up5&6 realizzata in passato dallo stesso Pesce, è stata montata nel pomeriggio di mercoledì in piazza Garibaldi, ed è stata accolta con stupore e ammirazione da tutti i presenti.
All’installazione dell’opera ha assistito anche Matteo Ferrari, assessore comunale al patrimonio, mobilità e reperimento fondi pubblici, che ha ricordato il significato della scultura e il suo importante ruolo nella lotta contro ogni sopruso nei confronti delle donne.
La scultura è stata portata a Cantù in occasione del Festival del Legno, di cui vuole diventare l’emblema più luminoso.
Lo scorso anno, la maestà sofferente era stata esposta a Milano, in piazza del Duomo, in occasione dell’imminente avvio del Salone del Mobile. Anche in quell’occasione, la scultura non era certamente passata inosservata, ed era stata guardata con grande stupefazione da tutti i passanti.
A Cantù, la reazione della gente è stata la stessa. “Dov’è il cartello con la spiegazione?”, si è chiesta scherzosamente un’anziana vedendo l’opera esposta in piazza Garibaldi.






