COMO - Il 24 settembre al Museo della Seta è stata inaugurata la mostra fotografica avanguardista di Carlo Pozzoni, dal titolo "Black Wave”.
Questa esposizione, curata da Francesco Gamba è il frutto di un intenso lavoro in collaborazione con gli studenti della CIAS Scuola - Formazione Professionale (un istituto per la formazione nell’ambito di acconciatura ed estetica) e alcuni giovani di sesso maschile e femminile richiedenti protezione internazionale della Cooperativa comasca Intesa; un lavoro sinergico per portare a termine un progetto che si fonda su concetti come il metissage e la creatività, mezzi prediletti per veicolare un nuovo standard dell’estetica umana che vada oltre i radicati concetti tradizionali.
Questo progetto è un bel segnale in un momento nel quale tutte le forme di arte e di spettacolo sono in difficoltà: non solo gli eventi legati alla moda ma anche i concerti, l’inizio delle stagioni teatrali e la programmazione cinematografica. Eventi pubblici che sono il nucleo fondante della grande industria creativa e culturale italiana, venerata in ogni parte del mondo.
Ma tornando a parlare della mostra Black Wave, la riflessione che si può fare è che la bellezza è nell'occhio di chi la osserva e questo vuol dire che è il modo in cui decodifichiamo ciò che guardiamo che ci spinge a percepire come buono o brutto quel che ci sta di fronte. Pozzoni intende così abbattere le barriere della diversità, per imprimere un punto di vista innovativo su cosa sia il bello.
Potremmo addirittura dire che Black Wave, oltre a essere un'esposizione di opere d'arte, è anche e soprattutto un evento dalla forte caratura sociale. Una grande iniziativa messa a punto con risorse relativamente modeste, ma sfruttate in modo da arrivare dritti al cuore del visitatore. Questa è un po’ anche la filosofia che regge molte delle più moderne campagne di comunicazione sociale: non altro che una buona macchina fotografica digitale (o un ottimo smartphone), uno sfondo verde per facilitare il post editing e qualche faretto fotografico per lasciare la scena al soggetto con il suo messaggio da rappresentare.
La parte grafica, nelle mani degli studenti dell'Istituto ISIS “Paolo Carcano”, i quali si sono fatte carico della fase di rifinitura e modifiche degli scatti per giungere all’opera finale, ha reso la mostra di fotografie un'esperienza unica e piena di emozioni. La Parrocchia di Rebbio Karalò ha confezionato gli abiti per i modelli.
In qualche modo un richiamo al modo di agire, per attirare l’attenzione della collettività, che ormai da tempo viene messo in campo dal movimento dei ragazzi di Fridays for Future a favore della sostenibilità e contro il cambiamento climatico.
Black Wave è la mostra fotografica di Carlo Pozzoni a cura di Francesca Gamba che potrà essere visitata al Museo della Seta di Como fino al prossimo 30 dicembre 2020, con il nobile intento di trasmettere per immagini il più sano è veritiero concetto di civiltà: una comunità diversificata, sempre più eterogenea, in cui le religioni, le lingue, i ceti economici, le ideologie politiche e i generi non devono essere criteri per etichettare qualcuno.






