CANTÙ - "Leggiamo con immenso dispiacere, disappunto, rabbia e un po’ di stupore quanto scritto da Rifondazione Comunista Como nell’articolo: “Moschea a Cantù, un’occasione persa”.
Inammissibile, inaccettabile e alquanto offensivo l’appellativo “fascio-sociale” che viene attribuito al nostro movimento. Ci piacerebbe capire in base a che cosa giungano a tale insulto nei nostri confronti. Sarebbe forse il caso che prima di informarsi sulle persone che costituiscono il nostro movimento per poi arrivare a esprimere un pensiero tanto offensivo nei nostri confronti. Auspichiamo delle scuse al più presto.
È evidente che con il suo articolo Rifondazione Comunista Como abbia deliberatamente e volontariamente cercato di gettare del fango su questa maggioranza, vista la quantità di menzogne contenute in questo articolo.
– “Con questa decisione, l’amministrazione comunale canturina vieta a delle persone di riunirsi per professare il proprio credo religioso”: BUGIE. L’amministrazione Comunale di Cantù ha, da quando al governo, sempre concesso luoghi pubblici alle comunità islamiche per professare il proprio credo religioso, intraprendendo con loro un percorso di leale collaborazione anche per gestire le piccolezze. Forse non sanno i signori di Rifondazione Comunista Como, che questa amministrazione è stata invitata dalle comunità islamiche a festeggiare insieme in occasione della conclusione del Ramadam. Invitiamo inoltre lor signori a non far finta di non sapere che il percorso che avrebbe portato all’istituzione del centro culturale è stato bloccato da un’oscena legge Regionale approvata il giorno 27 gennaio 2015.
- “formazioni politiche/associazioni cittadine/movimenti che in alcuni casi alcuni sono razzisti e xenofobe per loro stessa natura, mentre in altre situazioni hanno scelto di dire il famigerato “no” per meri calcoli politici e paura del giudizio della cittadinanza.”: altra clamorosa menzogna, questa maggioranza ha fatto l’esatto opposto, ha detto Sì, in sede di approvazione del PGT, accogliendo l’osservazione portata da un cittadino che ha chiesto la possibilità di aggiungere la destinazione a luogo di culto di parte di un suo capannone. Per correttezza, precisiamo che al momento dell’approvazione del PGT, ancora non era pervenuta nessuna richiesta riguardante un centro culturale. Una volta arrivata la richiesta si è semplicemente continuato a lavorare in maniera coerente con i nostri valori e con le scelte precedentemente prese.
- gli autori creano volutamente confusione sovrapponendo l’attuale amministrazione al partito della Lega, con il quale, per fortuna, non abbiamo niente a che fare. A dichiarare di voler utilizzare i soldi per aiutare gli italiani sono stati i rappresentanti della Lega, non certo questa maggioranza, la quale ha difeso la possibilità di istituire il centro culturale sia a parole sia nei fatti e non è stata certo lei a perdere questa occasione.
- “A Cantù si è persa un’occasione, l’ha persa amministrazione comunale, che non ha alcuna remora nel concedere spazi pubblici a gruppi neo nazisti nel nome della libertà di espressione, ma impedisce o almeno ritarda la costruzione di un luogo di aggregazione minando la libertà di Culto.
A Cantù ha perso un’occasione tutta la cittadinanza, l’occasione per capire, conoscere comprendere gli usi e le culture di altre popolazioni.”: Cantù non ha impedito e non ha rallentato nulla, è la stessa legge Regionale, che i signori di Rifondazione fingono di non conoscere, di cui abbiamo detto prima ad aver bloccato il processo già avviato.
Vista la quantità di bugie contenute nell’articolo di Rifondazione Comunista Como e avendo gli autori finto di non conoscere l’esistenza della legge regionale, è chiaro l’intento di mentire per mettere in cattiva luce la maggioranza su un tema tanto delicato ma tanto importante per la nostra sensibilità, il tutto prendendo deliberatamente in giro i lettori e quindi i cittadini.
Speriamo vivamente che gli ORRORI contenuti in questo articolo siano frutto della malafede, perché sarebbe ancora più grave se il tutto fosse stato scritto per mancanza di informazioni serie e per sentito dire.
Chiediamo quindi pubblicamente agli autori di tale articolo di tornare sui loro passi e di scusarsi per i pesantissimi e gravi insulti rivolti a questa maggioranza.
Speriamo che gli autori non perdano nuovamente l’occasione di fare bella figura.
Siamo certi che la questione si concluderà, come merita la delicatezza dell’argomento, al più presto, e non sia più sfruttata per fare una squallida e insopportabile raccolta di consenso".
Federico Bianchi, segretario Cantù Rugiada






