CANTÙ - “Un’occasione persa per la città di Cantù”, sono pro-moschea in via Milano e non nascondo il loro disappunto per la marcia indietro del Comune i responsabili di Rifondazione Comunista del circolo Alessandro Natta di Mariano Comense. “In questi giorni apprendiamo nostro malgrado il triste epilogo sulla mancata costruzione di una moschea a Cantù – spiega il segretario del circolo, Ruggero Arnaboldi - Purtroppo è prevalso il populismo demagogico della Lega e di altre formazioni politiche che in alcuni casi alcuni sono razziste e xenofobe per loro stessa natura, mentre in altre situazioni hanno scelto il di dire il famigerato “no” per meri calcoli politici e paura del giudizio della cittadinanza. Un’occasione persa non soltanto per Cantù ma per tutto il territorio, un’occasione persa a causa della perdita di conoscenza, di reciproco scambio culturale con la comunità islamica locale, comunità tra le altre cose, perfettamente inserita nel tessuto socio economico cittadino”.
Una decisione che secondo gli esponenti di Prc va contro la Costituzione. “I cittadini islamici presenti all’interno del territorio, alcuni da svariati anni – proseguono - sono di fatto canturini a tutti gli effetti, ogni fabbrica, ogni bottega artigiana si avvale del loro lavoro e per questa ragione sono regolari contribuenti, nelle scuole la realtà è quella delle classi miste ed anche negli oratori i bambini di fede islamica sono una grandissima parte. Qualcuna delle forze politiche che si è espressa negativamente alla realizzazione del progetto ha dichiarato di averlo fatto in quanto predilige che il denaro necessario alla costruzione della Moschea venga destinato ad aiutare “gli Italiani”, concetto discutibile già di per se per il chiaro sfondo xenofobo che lo alimenta, inoltre bisogna sottolineare che il denaro non sarebbe stato prelevato dalle risorse del Comune di Cantù ma sarebbe pervenuto attraverso una donazione privata. Quella stessa Lega che oggi inneggia al nazionalismo è quella che fino a pochi anni fa inneggiava alla secessione, alla Padania e che non riconosceva lo Stato Italiano. Dobbiamo entrare nell’ottica che il nemico da combattere è il terrorismo spinto ed alimentato da qualunque fanatismo o ideologia estrema e non l’Islam che di per se non dice nulla di diverso da qualsivoglia altro credo”.
“A Cantù si è persa un’occasione, l’ha persa amministrazione comunale, che non ha alcuna remora nel concedere spazi pubblici a gruppi neo nazisti nel nome della libertà di espressione, ma impedisce o almeno ritarda la costruzione di un luogo di aggregazione minando la libertà di Culto. A Cantù ha perso un’occasione tutta la cittadinanza, l’occasione per capire, conoscere comprendere gli usi e le culture di altre popolazioni”.






