TRIBUNALE – Verso il processo il caso del caffè avvelenato e lo spacciatore di Rovello

martedì, 12 dicembre 2017

COMO - Il primo processo con rito abbreviato si svolgerà il prossimo 18 gennaio. Le imputate sono C.G. di Carugo e A. R. di Cantù, una madre l'altra insegnante di un ragazzino delle elementari di Pusiano. Le due erano ai domiciliari già da metà aprile, con l'accusa di stalking e lesioni volontarie (si parla di caffè drogato con psicofarmaci) nei confronti di un insegnante nella stessa scuola.

Anche il secondo processo avrà rito abbreviato, ma questa vicenda si è svolta a Rovello Porro, e per questioni più "botaniche". È stato infatti richiesto il giudizio immediato per S. F., 34 anni di Rovello, accusato di produzione e spaccio di stupefacenti - nel caso specifico, marijuana. Il sostituto procuratore di Como ha invece chiesto l’archiviazione per il fratelo, A.R.D.M., 30 anni, arrestato e poi scarcerato per le stesse ipotesi in concorso col 34enne.

Quest'ultimo si è infatti assunto la responsabilità della produzione di marijuana scoperta dai carabinieri a ottobre, scagionando in questo modo il più giovane. La coltivazione avveniva all’interno di un edificio dismesso di Rovello, in un granaio in disuso di un cortile in via Manzoni. Ai primi di ottobre era stato effettuato un sopralluogo che aveva portato a sequestrare serre alimentate da un impianto elettrico professionale, schermature e attrezzature per mantenere la temperatura ideale per le piante, oltre alle attrezzature e ai materiali necessari a far essiccare le piante e confezionarle sottovuoto. Oltre a ciò, all’interno di alcuni armadi erano stati trovati diversi sacchi contenenti marijuana, suddivisi in pezzature da uno o due etti, per un totale di 22 chili e 200 grammi.

 

 

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