Mentre il numero degli agenti di polizia locale, già sotto organico, continua a diminuire, l'amministrazione decide di tartassare gli automobilisti con altri mezzi; non essendo in grado di ricorrere a risorse umane, infatti, si inventa di installare autovelox e semavelox per tutta la città, con la scusa della maggiore sicurezza sulle nostre strade.
Se è vero che esistono delle criticità in alcuni tratti particolarmente pericolosi (come via Milano, che è stata ultimamente teatro di diversi incidenti), un tale dispiegamento di colonnine sa più di raccolta fondi del comune tramite contravvenzioni, piuttosto che di interesse per l'incolumità degli utenti delle strade. Dopo i parcheggi a pagamento dal centro alla periferia e i posti auto riservati ai residenti a prezzi salati, ecco un'altra stangata per chi usa l'automobile.
Cantù città sempre più inospitale e sempre più nemica del cittadino che, già tartassato in tutti i modi, troverà un'ulteriore seccatura donatagli da questa amministrazione moribonda. Da stabilire, tra l'altro, la regolarità di tali autovelox: dal sito del produttore, infatti, si legge che le colonnine devono essere presidiate da un agente accertatore, mentre una nota del Ministero delle Infrastrutture indica che "l'unico impiego consentito è quello che prevede l'installazione al loro interno di misuratori di velocità di tipo approvato", quindi non possono essere usate come semplici deterrenti vuoti al loro interno, come vorrebbe invece sfruttarle l'amministrazione per la maggior parte del tempo, oltre al fatto che su strade urbane, sempre secondo il Ministero, dovrebbe essere presente una pattuglia. Ecco quindi servito l'ennesimo pasticcio portato a casa da chi ci governa, come ormai avviene da quattro anni a questa parte.
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Cantù
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