
Paolo Berizzi (Repubblica)
CANTÙ - Per il giornale fondato da Eugenio Scalfari è tutto vero, il sindaco di Cantù invece smentisce categoricamente. Chi avrà ragione? Magari entrambi. Lo afferma in questa pagina un quotidiano on line che si chiama, significativamente, "il Canturino"...
Vediamo dove potrebbe stare la verità: nel mezzo, come aureamente sentenziavano i latini. Sostiene Paolo Berizzi, 42enne inviato di "Repubblica" che la storiaccia del bimbetto che saluta tutti col braccio teso è vera, autentica, verificata e perfino già risolta. Sta sul vago solo su un aspetto, che però da queste parti è dirimente: la location. Il suo articolo descrive una situazione "canturina", con una scuola "materna e pubblica" come teatro. Una scuola che sta "nel canturino", appunto...
Se la prende un sacco Herr Bizzozero, che a poche ore dalla serata nella quale annuncerà la sua discesa in campo (nazionale) con tanto di Vittorio Feltri a sostegno, smentisce categoricamente che il fatto sia accaduto a Cantù. Ne parla come di una "bufala", definizione che per un giornale oltretutto piuttosto serio e autorevole come quello diretto da Ezio Mauro suona piuttosto grave.
Insomma, una disfida tra due parti che sembrano vedere le cose in modo assai diverso se non contrapposto. A meno che...
Proviamo a rileggere l'articolo: "La vicenda è ambientata a Cantù", scrive Berizzi, ma anche "una scuola materna - pubblica - del canturino: provincia "nera" di Como". A Cantù o nel canturino? La cosa non è secondaria anche se, vista da fuori, può far sorridere (o discutere). E' molto rilevante per Bizzozero - che evidentemente ci tiene a smarcarsen,e visto che Berizzi gli sta sotto sulla vicenda Boreal da un bel po' -, magari appunto i non canturini potrebbero eccepire che poco conta DOVE si sia svolto il fatto, se verificato. Conta infatti che sia accaduto, punto.
Non resta che andare alla fonte, o meglio al tramite: lo stesso Paolo Berizzi. L'inviato ci risponde al cellulare, ha parole su Bizzozero che già conosce ma riferiamo quelle sul caso di specie: "Confermo tutto, gli episodi si sono svolti come descritti nel mio articolo, la scuola è una ma-ter-na pub-bli-ca (scandisce bene, ndr) che sta nel canturino e i fatti si sono già conclusi". Il vostro cronista - che scrive per un giornale di Cantù - prova a scendere nel dettaglio, quello che appunto per chi è di qui FA la differenza, ma l'inviato di Repubblica si sottrae, nel nome della "sacralità" della fonte e della corretta protezione della privacy dei minori. Si resta insomma sul vago perché è giusto che sia così. Cantù fa parte del "canturino" e il dubbio rimane. Ma solo quello sul "dove". Sostiene Berizzi che invece il "se" e il "come" non si discutono.
E noi gli crediamo.
S. T.






