SOSTENIBILITÀ – Biodiversità e territorio. Una risorsa?

giovedì, 11 dicembre 2025

CANTÙ - Una parola preziosa, alla base della nostra sopravvivenza: biodiversità. Quanto ne sappiamo veramente? E perchè è così importante? Ne parliamo con Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.

Dottor Coppolella che cos’è la biodiversità e perché è così importante?

Partiamo dal ricordare che cos’è un ecosistema. Un ecosistema è un insieme complesso in cui coesistono due elementi: gli organismi viventi (animali e piante) e l’ambiente fisico in cui vivono, quali ad esempio il suolo, le rocce, ma anche l’acqua. Esempi di ecosistemi sono una foresta, la savana, la steppa, il deserto, il mare, ma anche uno stagno, una catena montuosa, un fiume, ecc… tutti ambienti che ospitano organismi viventi di vario tipo. Un ecosistema può ospitare un’elevata biodiversità, definita come come la molteplicità della vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi  e i geni che essi contengono. In estrema sintesi la biodiversità esprime quindi il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi varino e si diversifichino da un ambiente ad un altro nel corso del tempo.  Preservare la biodiversità significa preservare la nostra vita e questa questione è estremamente seria, anche se a volte ho la sensazione che venga considerato un argomento “teorico” da scienziati topi di laboratorio. Un esempio classico di narrazione sulla biodiversità è quello delle api. Se le api sparissero sparirebbero mele, carote, limoni, angurie, agrumi, pere, mandorle, pesche, kiwi, castagne, ciliegi, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole, colza, cetrioli, cipolle, sedano, cavoli, cavolfiori, broccoli, eccetera. Inoltre, molte piante che nutrono i mammiferi non ci sarebbero più, con gravissimi problemi di alimentazione per importanti specie animali, che si ripercuoterebbe immediatamente sulla catena alimentare di molti milioni di persone. Il 35% della produzione mondiale di cibo dipende dalle api. Il lavoro naturale di impollinazione vale 265 miliardi di euro all'anno, immaginiamo quindi la ricaduta sull’economia e sull’occupazione. Ecco, questo semplice esempio serve per sostenere senza ombra di dubbio che preservare la biodiversità è fondamentale per la nostra sopravvivenzaed è una questione molto seria. E non è affatto una “questione teorica”.  All’esempio delle api se ne potrebbero aggiungere tanti altri, ove la più eclatante è la sparizione della foresta amazzonica, un ecosistema fantastico con una incredibile biodiversità. Ci fornisce aria e assorbe anidride carbonica e tantissime piante medicinali che non possiamo immaginare. Ma è un ambiente che contiene tante specie animali, che se costrette a fuggire, migrando verso aree abitate, potrebbero portarci virus e malattie sconosciute. Quindi è doppiamente fondamentale che possano restare lì dove madre natura li ha assegnati.      

Com’è la biodiversità del nostro territorio?

Per fortuna noi siamo messi bene e si potrebbe scrivere un lungo trattato, ma provo a sintetizzare, elencando solo alcune di quelle che considero delle eccellenze, delle perle locali, delle quali essere fieri e che io ho visitato personalmente. Innanzitutto il Parco Regionale Spina Verde: ricco di fauna (scoiattoli, lepri, occasionalmente lupi) e flora autoctona, ospita la Scala del Paradiso, un percorso escursionistico immerso nella vegetazione. Citerei il Lago di Piano: area protetta tra Porlezza e Carlazzo. E’ una zona umida di grande valore ecologico, habitat per uccelli migratori e anfibi. Significativa anche la Valle di Bova: situata tra Erba e Canzo, è riconosciuta per la sua biodiversità forestale e la presenza di specie rare. Aggiungerei la Valsoda: al confine con il Canton Ticino, affacciata sul Lago di Lugano, è caratterizzata da boschi misti, torrenti e microclimi favorevoli alla biodiversità. Importante, anche, il Lago di Montorfano: piccolo lago glaciale circondato da boschi, è rifugio per anfibi, rettili e uccelli acquatici. Di particolare rilevanza anche  Sasso Malascarpa: riserva naturale nel Triangolo Lariano, è Importante per la geologia e la flora rupestre. Di grande impatto anche il Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate: foresta “planiziale” (che si trova in una pianura) con sentieri, aree picnic e osservatori faunistici, ospita cervi, volpi, rapaci e una ricca flora in-Lombardia. Infine, Parco Sorgenti del Lura: area fluviale nella Bassa Comasca, importante per la tutela delle acque sorgive e della vegetazione ripariale (sulle sponde del lago). In questa narrativa non può ovviamente mancare la biodiversità del Lago di Como. Vi è una grande presenza di fauna acquatica: lucci, trote, carpe, tinche, lavarelli, persici, cavedani e agoni, protagonisti della cucina lariana. Inoltre, le acque e le rive sono frequentate da anatre, svassi, germani reali, cigni, gabbiani, aironi e cormorani, molti dei quali migratori.

Altrettanto importante la flora terrestre: grazie al clima temperato, sulle sponde crescono ulivi, limoni, aranci, camelie, azalee e persino piante tropicali nei giardini delle ville storiche. Le montagne intorno al lago ospitano querce, castagni, carpini, olmi, pioppi e, salendo di quota, foreste di aghifoglie e prati alpini. Infine, la fauna terrestre: nelle valli e nei boschi si trovano volpi, cinghiali, cervi, caprioli, lepri e rapaci come poiane e falchi. Tutta questa biodiversità è garantita da due principali fattori ecologici favorevoli: la profondità, con i suoi 410 metri, è il lago più profondo d’Italia, offrendo habitat diversificati in profondità e il clima: la massa d’acqua mitiga le temperature, creando microclimi favorevoli alla biodiversità vegetale e animale.

Come preservare questa biodiversità?

Informarsi è fondamentale, soprattutto per chi, come noi, vive su un territorio estremamente ricco di biodiversità, che dobbiamo vivere come una grande fortuna e che abbiamo il dovere di difendere. Per farla molto semplice si tratta di salvaguardare l’ambiente e le specie esistenti sul territorio, null’altro. E’ poi molto importante continuare a perseguire quanto abbiamo sempre detto: meno carburanti fossili bruciati, raccolta differenziata, no plastica, no spreco dell’acqua, frutta e verdura senza fertilizzanti o pesticidi, eccetera. Perché la distruzione degli ecosistemi e delle loro biodiversità dipende in larga parte dai cambiamenti climatici, ce ne siamo accorti nelle vicende climatiche estreme avvenute sul nostro territorio negli ultimi anni. I mari stanno diventando acidi e alcune specie di pesci non ci saranno più, i fiumi stanno perdendo vita a causa delle siccità mai viste e impattando sulla popolazione, l’uso delle monocolture e dei pesticidi sta rendendo i terreni man mano sterili, eliminando sistematicamente tutti quei microorganismi del terreno che ne sostengono la fertilità. 

S.D.D.

 

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