L’ANALISI – Cantù e il gioco di squadra, Sassari disordinata e confusa

lunedì, 24 ottobre 2016

Basket Cantù Sassari CANTÙ - Prova di forza non indifferente per la Red October, che dopo un’ulteriore settimana di lavoro con il nuovo innesto Dominic Waters, sembra essere riuscita a far scattare il giusto ingranaggio, quello che fa funzionare il gioco di squadra.

Coach Kurtinaitis ha infatti giostrato in modo eccellente tutti i canturini scesi sul parquet, pescando differenti pedine offensive nei momenti chiave della sfida, senza mai dimenticare l’aspetto difensivo; già, perché la Dinamo Sassari è stata tenuta alla miseria di 69 punti, tanti segnati con azioni solitarie quando ormai l’attacco di coach Pasquini non girava più, e l’ex Johnson-Odom ha smesso di fare il playmaker cercando di riportare in partita Sassari alla vecchia maniera, con tiri fuori ritmo e penetrazioni alla massima velocità.

La risposta di Kurtinaitis alle prime critiche (questa volta davvero giunte troppo presto) su Romeo Travis, è stata quella di mettere il giocatore di passaporto macedone in quintetto al posto del capitano Callahan, e il buon Romeo ha macinato 14 punti in 33 minuti, con 8 rimbalzi, 5 assist e 20 di valutazione, alternandosi a JaJuan Johnson come scorer nel primo quarto.
Cantù Sassari basket 2JJ e Lawal hanno eseguito quanto Kurtinaitis voleva, attaccando come loro solito in area ma soprattutto senza strafare, sbagliando pochissimo e tirando giù 14 rimbalzi in due, dando varie possibilità di secondi tiri ai propri compagni. Compagni, inoltre, che non hanno fatto da spettatori ai due lunghi canturini (come si temeva potesse accadere) e che anzi hanno dato un enorme contributo alla vittoria.

Due su tutti, Fran Pilepic e Tremmell Darden. Il croato è stato campo per 37 minuti, raccogliendo 20 punti, tirando con percentuali non eccellenti ma tenendo Cantù a contatto nel secondo periodo, con 8 punti (6 in fila con due triple) che hanno permesso ai biancoblu di andare al riposo lungo avanti 51-49. Non solo, perché ha mantenuto la calma nonostante il fallo fischiato (inesistente) e il conseguente tecnico per proteste (altrettanto forzato), che ha fatto spendere il bonus alla Red October dopo 45 secondi dall’inizio del quarto, un vero guinness dei primati.

Come Pilepic, ottimo Darden, 17 punti in 38 minuti senza quasi farsi vedere, e nel terzo periodo quando Cantù è scappata via, è stato il gioco di squadra a far da padrone: Lawal, Travis, Waters, Darden, Pilepic, Johnson, tutti a referto per volare sul 72-59, complice anche il tecnico a DJO e Savanovic, che gli è costato il quinto fallo. Anche in questo caso, tecnici scaturiti da un arbitraggio che per tutta la partita è stato protagonista invece che invisibile e, si sa, quando gli arbitri si vedono troppo significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto.

Basket Cantù Sassari 3Come per la terna, similmente le cose non sono girate bene per il Banco di Sardegna, che ha deluso le aspettative, crollando nel terzo quarto e avendo poco da Lacey (6 punti in 26 minuti), nulla da Carter (0 punti in 22 minuti) e alti e bassi da Johnson-Odom, molto nervoso e in battibecco continuo con Waters; per DJO 11 punti e 7 assist con il 33% dal campo, mentre il suo pari ruolo Stipcevic ha chiuso con 13 punti e 6 falli subiti.

La Dinamo è rimasta a galla grazie all’eccellente Olaseni (17 punti e 8 rimbalzi) e al serbo Savanovic, che ha definitivamente affossato le speranze di rimonta del Banco quando si è visto fischiare il quarto e quinto fallo (tecnico) a fine terzo quarto. Comunque, se Sassari ambisce a essere l’anti-Milano, di lavoro da fare ce n’è parecchio e la panchina non sembra essere né lunga né all’altezza.

La Red October, di contro, non ha pressioni simili addosso e può lavorare serenamente, e i margini di miglioramento sono davvero parecchi.

Davide Porro

 

 

 

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