CANTÙ - In attesa dell’approdo in Brianza dell’ultimo tassello mancante, ossia Tremmell Darden, la Pallacanestro Cantù ha oggi ufficialmente presentato il lungo americano, con passaporto macedone, Romeo Travis, e a suo modo la giornata è stata “storica” poiché per la prima volta un giocatore canturino ha messo piede nella sala stampa del Toto Caimi, ormai pronto per offrire tutto il necessario a coach Kurtinaitis: ufficio dell’allenatore, sala pesi, nuovi spogliatoi, tunnel e, come detto, sala stampa.
Non a caso Irina Gerasimenko ha esordito dando il benvenuto al centro sportivo: “Sono molto contenta di essere qui nella nostra nuova piccola casa – ha detto il presidente –, dobbiamo finire alcuni lavori ma in un giorno tutto sarà terminato”.
Presente Rimas Kurtinaitis, ben contento di avere ora a disposizione Romeo Travis, dopo gli impegni con la nazionale macedone: “Nella parte di pre-season il reparto lunghi è andato bene – ha spiegato l’allenatore biancoblu – ma per noi qualsiasi infortunio poteva essere un problema. L’arrivo di Romeo è quindi importante perché oltre a giocare da 4 può anche ricoprire il ruolo di 3. È un’ala di grandissima esperienza – ha continuato – e sarà uno degli elementi fondamentali della squadra”.
Classe 1984, le sue cifre in Europa sono sempre state costanti, ha alzato la Coppa Francese con Le Mans nella stagione 2015/2016 e tra le varie squadre girate figura anche il Red October Volgograd, dove nel 2014/2015 ha messo insieme 14.4 punti e 7.2 rimbalzi di media, con il 63% da 2.
“Sono contento di essere qui e di poter giocare in un club storicamente importante e di tradizione – ha esordito Travis – e l’obiettivo è raggiungere i playoff e magari qualcosa in più. Ho avuto ottime impressioni, la squadra si consocerà meglio e potremo toglierci delle soddisfazioni”.
La nuova Pallacanestro Cantù è così ormai al completo, con un’età media abbastanza alta che, parola di Kurtinaitis, porta esperienza, con giocatori capaci non solo di giocare a pallacanestro, ma di vincere.
“Sono tutti bravi ragazzi – ha detto il lituano – Gani Lawal è offensivamente perfetto e al momento ha problemi in difesa perché si spende a supportare la squadra in attacco, JaJuan Johnson ha invece grande valore difensivo e gli ho chiesto di crescere in attacco, Craig Callahan è un lottatore, Francesco Quaglia ha giocato poco l’ultima parte e non al meglio che poteva ma è normale dato che veniva da partite precedenti non giocate”.
Insomma, già una piccola analisi su quello che è il reparto lunghi, oltre ad un’indicazione sulle preferenze del coach riguardo al quintetto anche se, al momento, è chiaramente difficile avere un’idea precisa: “Non importa chi parte nello starting five – ha concluso Kurtinaitis – ma mi piace avere due uomini importanti in panchina per poter tenere alto il livello del gioco in campo. Poi in base agli avversari e al momento di ogni singolo giocatore è importante avere i ragazzi per finire la partita, non per iniziarla”.
Parole sagge di un allenatore che, nella sua carriera, ha già ampiamente dimostrato di saper vincere.
Davide Porro






