PD – Di Gregorio confermato segretario Pd. “Linea politica non sconfitta nelle primarie”

mercoledì, 23 novembre 2016

filippo di gregorioIeri sera il direttivo del circolo di Cantù del Partito democratico si è riunito per discutere dell’esito delle elezioni primarie. Ad esso ho offerto le mie dimissioni (è la sede deputata ad accoglierle), come conseguenza logica dell’esito di tali elezioni. I membri del comitato direttivo, all’unanimità, hanno rigettato tali dimissioni invitandomi, quale segretario del circolo, a continuare nell’opera di direzione politica del partito in città.

Viene così riconfermata la fiducia a una linea politica che non è uscita sconfitta dal voto delle Elezioni primarie (i risultati numerici del voto lo confermano), e che ha contraddistinto il Partito democratico di Cantù come forza innovativa nel dibattito politico degli ultimi quattro anni.

L’esito del prossimo referendum confermativo del 4 dicembre e successivamente la campagna per le elezioni comunali del 2017 vedrà pertanto fortemente impegnato il Partito democratico di Cantù, al fine di perseguire gli obiettivi di rinnovamento politico e di allargamento dei diritti di cittadinanza.

La scadenza naturale del mio mandato sarà collegata al congresso nazionale del PD che sarà verosimilmente nell’autunno del 2017.

Sulle elezioni primarie. Ho accettato il risultato, anzi penso di essere stato il primo a congratularmi con il vincitore. Da queste primarie ci è venuto un monito. Averle volute svolgere in una condizione di ridotto dibattito, ha fatto sì che venissero sentite come un affare interno a pochi, e infatti sono venuti in pochi a votare, a mio parere. Ma questo non toglie che siamo stati i primi e forse gli unici che sottrarremo la scelta del candidato sindaco a alchimie opache e poco lineari.

Ora dobbiamo prepararci per una campagna elettorale difficile, che oltretutto sarà fortemente influenzata da alcune situazioni esterne ed interne. La più importante di tali situazioni esterne è il referendum costituzionale. Sarà sicuramente diverso condurre la campagna comunale avendo vinto il referendum o avendolo perduto. E questo dovrebbe far capire a tanti, che anche al nostro interno sono tiepidi per questo referendum, che forse è il momento di darsi da fare. Anche se vogliamo vincere le comunali. I fattori interni sono invece dati dall’esito delle nostre elezioni primarie. Il candidato che ha vinto presenta alcuni indubbi elementi di forza ma anche di debolezza. Dobbiamo concentrarci anche per rigettare questi punti deboli. La campagna della destra sarà tutta condotta sul suo passato di consigliere comunale del PCI. Lo abbiamo già visto. Si incentrerà anche sui temi securitari. Sui quali non sono pervenute notizie dal programma del candidato sindaco. Se pensiamo che la campagna elettorale si giochi sull’asta viaria Cantù- Mariano e sul museo virtuale del mobile, o sul De Amicis, corriamo un rischio.

Abbiamo bisogno di creare dei momenti di confronto con il candidato sindaco, per questo invito a convocare uno specifico direttivo, in cui commentare insieme il risultato del referendum, ma anche per sentire e confrontarci con il candidato sindaco. Vi chiedo di pronunciarvi in proposito.

Si apre così il capitolo della divisione del lavoro nell’ambito di una coalizione complessa tra i vari contraenti tale coalizione e tra questi e il loro candidato sindaco. Io penso che il Partito democratico debba offrire il massimo delle sue competenze e delle proprie capacità per garantire un buon risultato politico nelle prossime elezioni comunali. Sono convinto che possiamo ancora giocarci il successo. Penso che il nostro partito dovrà e potrà garantire tale esito positivo aumentando i propri consensi, infatti solo un risultato positivo del PD potrà trascinare al successo il nostro candidato sindaco. E noi siamo chiamati a dare il massimo, a garantire con le nostre risorse e i nostri uomini e le nostre donne un successo politico che farà del bene alla città.

Lo possiamo fare tramite un intenso lavoro di innovazione politica, confermando la linea e la cultura politica che ha contraddistinto il lavoro del Partito democratico degli ultimi quattro anni, che non viene di certo contraddetta dal voto delle primarie, anzi viene semmai confermata, e proprio dai risultati numerici di quel voto. Lo possiamo fare con un lavoro di attento confronto programmatico, non ci accontentiamo del programma che il candidato sindaco ha presentato, che era da intendersi come un antipasto del programma vero e proprio che dovremo realizzare insieme. E lo dobbiamo fare assumendoci noi, PD, il compito di allargare l’alleanza che potrà sostenere il nostro candidato sindaco.

Ma oggi abbiamo il dovere di concentrare tutte le nostre energie nel lavoro politico che ci porti a vincere il referendum costituzionale. Pertanto abbiamo il dovere di impegnarci. A partire da questo primo settimana in cui si concentrerà la propaganda per il Sì, in tutto il Paese.

Filippo Di Gregorio
segretario cittadino Pd di Cantù

 

 

 

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