Frattaglie: questa è la fine ingloriosa alla quale il territorio comasco è destinato se dovesse alla fine prevalere la nuova suddivisione amministrativa regionale proposta da Maroni, dalla Lega e dalla maggioranza dell’Assemblea regionale lombarda.
La cosa, ovviamente, non è senza conseguenze per i cittadini di questo territorio perché le “aree vaste”, che si introducono come livello intermedio fra la Regione ed i Comuni, hanno diretta influenza sulla programmazione di sanità, scuola, trasporti e molte altre materie di competenza regionale.
Maroni, con molta prosopopea e senza alcun senso dell’umorismo, li ha chiamati “cantoni” scimmiottando una terminologia mutuata dalla vicina Svizzera anche se, in realtà, le nuove “aree vaste” poco o nulla hanno a che vedere con i “cantoni” svizzeri che, per competenze e “status”, sono molto più vicini alle nostre vecchie Amministrazioni provinciali.
Il "perfido" Maroni ha approfittato della situazione di estrema debolezza in cui navigano le istituzioni politiche comasche per assestare un colpo letale al territorio.
In ciò è stato agevolato in primo luogo dalla vacuità e dalla dabbenaggine di alcune componenti dell’Amministrazione di centro-sinistra del Comune di Como che sembrano più impegnate ad inseguire il fumo piuttosto che a curare l’arrosto che hanno nel forno e stanno facendo di tutto per far diventare proprio un disastro come quello delle paratie che, invece, è una scellerata decisione del centro-destra.
E’ stato agevolato anche dalla autoreferenziale posizione dell’Amministrazione canturina che, supponente, sorda ed incapace di instaurare un rapporto positivo con gli altri livelli istituzionali e con ogni altra istituzione del proprio comprensorio, preferisce pascersi nel proprio scontroso isolamento piuttosto che lavorare insieme agli altri per la buona causa di un coordinamento con le altre amministrazioni del territorio a vantaggio dei propri cittadini.
Clamorosa, infine, è la disattenzione della Lega che preferisce impegnare le proprie per la verità ormai esigue truppe, a “spiare” quel che succede nell’accampamento che qualche decina di "poveri cristi" ha messo su da qualche giorno nei pressi della stazione di San Giovanni piuttosto che intervenire e far ragionare il proprio soprastante, ammesso ovviamente che l’onorevole Molteni non sia trattenuto dal mettersi di traverso rispetto alle decisioni dei suoi “capi” per non compromettere la sua carriera di parlamentare.
Nei prossimi giorni ci sarà un consiglio comunale a Cantù e sarebbe bello che le forze politiche canturine discutessero ed approvassero un ordine del giorno in cui venga manifestata la propria ferma e inequivocabile opposizione al perfido disegno maroniano ed incaricassero il sindaco, che in un momento di lucida resipiscenza ha affermato di poter abbandonare per un attimo il suo splendido ed incantevole isolamento per combattere questa battaglia, di assumere tutte le iniziative necessarie, in coordinamento con gli altri comuni del comprensorio, per far recedere Regione Lombardia dal suo folle proposito.
Enzo Marelli
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