Come il figlio della cugina Anna dei Malavoglia, quel bietolone di Rocco che si era lasciato irretire dentro le gonnelle della Mangiacarrubbe, anche il farmaco-elvetico sindaco di Cantù non si è saputo trattenere e, di fronte alla possibilità offertagli da una intervista televisiva che, non si sa come, gli è piovuta dal cielo, ha scelto di gigioneggiare come un Gabriele Paolini qualsiasi, e, non sapendo che altro fare altro, ha utilizzato il teleschermo per fare “ciao, ciao” con la manina.
Certo il tema dell’intervista, i furti nelle abitazioni, era attuale ed interessante ma, come si sa, non si tratta di una materia che sta in cima ai suoi pensieri ed alle sue preoccupazioni, tutto preso com’è a far ripartire la sbuffante littorina biancorossa del suo personale movimento anti-tax.
È vero, non appena si è accorto di aver fatto, per l’ennesima volta, la figura del “cifolo” ha prontamente rivoltato la frittata accusando il conduttore di averlo voluto censurare. Ovviamente così non è stato perché, lo sanno anche i bambini della scuola elementare, se la maestra assegna come argomento del tema in classe “La prima neve”, essi non debbono parlare delle loro vacanze estive perché sanno di andare fuori tema.
Ma al departitizzato sindaco di Cantù tutto questo sfugge e ad ogni domanda concernente i furti nelle abitazioni rispondeva con la sua bislacca teoria dello “stato ladrone” e dei partiti “complici del latrocinio”. Naturalmente in questa sua stravagante teoria non vi è posto per il suo movimento che, giustamente, ha diritto ad uno sconto di pena: limitandosi a fare da palo ha diritto alle attenuanti generiche.
E’ pur vero che sull’argomento non avrebbe avuto molto da dire in quanto la sua amministrazione ha dato prova di grande insipienza ed assoluta mancanza di idee.
Infatti l’iniziativa della giunta su questo punto si è limitata, innanzi tutto, ad una delle sue solite sceneggiate contro il resto del mondo che tuttavia, come sempre, ha provveduto prontamente a ridimensionarlo scendendo a più miti consigli quando si è trovato di fronte a Prefetto e Forze dell’ordine; in secondo luogo ha organizzato, grande idea del suo assessore, una sorta di “outlet dell’antifurto” con sconti, ricchi premi e cotillons per quei cittadini che avessero voluto approfittarne per sottoscrivere un contratto con qualcuna delle aziende partecipanti.
Non che la Lega abbia argomenti e proposte più efficaci su questo argomento. Lo straripante On. Molteni continua, imperterrito, ad avanzare le sue vecchie, immarcescibili ma del tutto inadeguate proposte ed a riproporre le sue idee e ricette miracolistiche: diritto alla doppietta, sparo libero, sindaco sceriffo e bersaglieri in Piazza Garibaldi che, utili in altri contesti, servono come i cavoli a merenda a prevenire i furti nelle abitazioni.
Infatti, la cosa più saggia e più efficace da fare per la sicurezza è anche la più semplice: l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione in modo che chiunque passi nell’area interessata al controllo sappia che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno dell’area.
Il senso di vicinanza, unito alla certezza che al suono di un allarme, a un’invocazione di aiuto o di fronte a qualunque altra situazione “anomala” ci sia un tempestivo intervento del vicinato, fa sì che ci si senta maggiormente protetti all’interno della propria abitazione e della propria area, rafforzando nel contempo i legami all’interno di una comunità diventata più unita e consapevole.
L’instaurazione di un dialogo continuo e sensibile con le Forze dell’ordine, unito alla sorveglianza della propria via, non potranno che migliorare la qualità delle segnalazioni fatte dai cittadini.
Anche a Cantù gruppi di vario genere si sono già organizzati in questo senso come a Fecchio, a Cascina Amata, in Via Milano, in Via Arconi eccetera ed altri ne stanno sorgendo.
Perché non partire da qui, da questa forma di organizzazione che spontaneamente i cittadini si sono dati per pensare a qualcosa di più strutturato e più consono alla bisogna?
Enzo Marelli
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