LA RIFLESSIONE – “Cittadini per il futuro”: i migranti e l’accoglienza

mercoledì, 9 novembre 2016

Assistiamo, ogni giorno, all’arrivo nel nostro Paese di una vera e propria moltitudine di migranti. Non si può restare insensibili a questi arrivi di massa, a ripetizione, che, oltre a turbare profondamente le coscienze, agitano la nostra Nazione e suscitano inquietudine circa il nostro futuro.

Il problema deve, però, essere affrontato razionalmente, tenendo anche conto del principio evangelico «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Matteo capitolo 22, versetto 21; Marco capitolo 12,versetto 17; Luca, capitolo 20,versetto 25): l’Italia non è oggettivamente in grado di poter accogliere in modo adeguato, sul suo territorio, tutti i migranti che arrivano. Sono legittime, e giustificabili, l’esasperazione e la rabbia dei cittadini italiani che, a fronte di situazioni difficili e, in molti casi, di povertà e disagio estremi di cui essi stessi patiscono in prima persona, vedono gli aiuti di cui godono i migranti una volta arrivarti sul nostro territorio. Per i migranti vengono trovate, con grande rapidità, delle soluzioni che, di contro, non si è, né lo si è stati in passato, capaci di escogitare per i cittadini italiani in gravi difficoltà.

Ma, nonostante ciò, moltissimi di questi migranti vivono tra noi in condizioni di grande precarietà e squallore, indegni di un paese civile, venendo spesso schiavizzati e sfruttati, o inevitabilmente indotti a delinquere per sostentarsi. Poiché l’Italia non è in grado di accogliere queste persone, dobbiamo diffondere questo messaggio nei loro paesi d’origine: il principale diritto di ogni uomo è quello di non avere la necessità di dover emigrare. Il secondo diritto è quello di non dover essere sradicati di colpo dal proprio ambiente, cioè che non venga reciso in modo netto ogni legame con il proprio paese e la sua cultura originaria. Gli italiani, animati da spirito cristiano, sono generosi e, oltre a essere presenti con medici e volontari, tramite missioni umanitarie, nei paesi colpiti da situazioni di crisi, possono, e vogliono, ospitare con tutto il cuore le persone bisognose, ma non in modo indiscriminato: si deve identificare e distinguere coloro che sono veramente spinti da un bisogno ineluttabile, come chi che fugge dalla guerra o da situazioni di persecuzione.

Non si può assolutamente imporre, in modo autoritario, di ospitare, in maniera massiccia e indiscriminata, queste persone senza preventivamente consultare le comunità ove le si vorrebbe destinare. Per contribuire in modo determinante a risolvere il problema dei migranti dobbiamo concentrare le nostre forze su di un obiettivo primario: sconfiggere l’Isis, fattore di importanza essenziale per superare la crisi nel Medio Oriente e nell’Africa settentrionale e, quindi, pacificare quelle regioni, permettendo, conseguentemente, alle persone di rimanere a casa loro.

A questo scopo è indispensabile superare la contrapposizione tra Europa e Stati Uniti, da un lato, e la Russia, dall’altro, nella questione della Siria per essere tutti uniti contro il vero nemico, l’integralismo islamista, proprio perché la divisione dei vari soggetti che combattono lo stato islamico è la causa che impedisce di venire a capo della vicenda. Al riguardo, l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti (che noi salutiamo con vivo piacere, avendogli, peraltro, indirizzato, a suo tempo, un caloroso messaggio d’augurio) potrebbe essere un importante elemento di facilitazione.

Cittadini per il futuro

 

 

 

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