IL COMMENTO – I parassiti e le mosche cocchiere

lunedì, 25 luglio 2016

Da qualche giorno, con un link a pagamento, il biancorosso fronte di cui è ispiratore il signor sindaco di Cantù ci tartassa con la catastrofica previsione di una imminente bancarotta del Paese causata da un non meglio precisato “contagio” da cultura statalista di cui sarebbero portatori i “parassiti statali o parastatali”.

L’anonimo estensore del post farmaco-elvetico evoca un’immagine assai suggestiva. I “ceti produttivi” tutti sudati, sfiniti, dediti al lavoro da mane a sera, mantengono una casta di voraci mangiapane a tradimento che, proprio grazie alla inconsapevole complicità dei primi, si riproducono all’infinito determinando, in ultima analisi, il disastro di cui si diceva in precedenza.

Come di consueto non è possibile commentare il post perché non è previsto il contradditorio. O si fa parte della ristretta cerchia degli adulatori e ci si stende a mo’ di tappetino, e allora c’è la possibilità di “laudare et incensare”, oppure ci si deve giocoforza adeguare rinunciando al commento. Proprio un bel modo di favorire il dibattito e la discussione da parte di chi giustifica l’autorizzazione concessa all’adunanza dei fascisti al Campo solare proprio con la necessità di garantire a tutti di esprimere le proprie idee (anche se, nel caso specifico, il termine “idee” viene senza alcun dubbio usato a sproposito).

Una curiosità però ce la vorremmo levare.

Tolta la fuffa della propaganda vetero-populista, saremmo invece curiosi di sapere quali sarebbero le spese “improduttive” che costano sudore e sangue ai “ceti produttivi” e quali i “ceti statali o parastatali” che, secondo il sedicente departitizzato sindaco di Cantù, sarebbero da loro mantenuti.

Saranno gli addetti alla sanità ed all’assistenza socio-sanitaria? Non crediamo in quanto una popolazione che sta invecchiando avrà sempre più l’esigenza di ricorrere a questi servizi.

Saranno i professori e il sistema scolastico? Neanche questo dovrebbe essere il caso in quanto il futuro della nostra economia dipende molto dalla capacità della scuola di sfornare giovani preparati alle nuove sfide che la globalizzazione impone.

Saranno i poliziotti e gli addetti alla sicurezza? Certamente no a meno che si voglia eludere l’esigenza di sicurezza che i cittadini richiedono moltiplicando la ridicola iniziativa tipo “mostra mercato” dei sistemi anti-intrusione organizzata dall’amministrazione canturina.

Saranno i sindacati? Impossibile in quanto si tratta di organizzazioni che si mantengono con i versamenti dei propri aderenti e ricevono dallo Stato solo un rimborso per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi nella stessa misura che lo Stato riconosce ai liberi professionisti (ma con costi assai più bassi per gli utenti).

Saranno le cooperative (non quelle “false” ma quelle “vere”, naturalmente!)? Anche in questo caso non lo crediamo in quanto, essendo organizzazioni private con finalità sociali, si mantengono portando avanti le proprie attività imprenditoriali.

Dunque anche le mosche cocchiere del fronte anti-tax, anziché esibirsi in reticenti ed inutili “pistolotti” per dare ad intendere di essere i veri e soli fustigatori del malcostume, dovrebbero fermarsi ed ascoltare quel che diceva saggiamente la mula di Fedro: l’unico suo timore era la frusta del cocchiere e non certo lo sciocco pungiglione di una mosca troppo piena di sé.

Enzo Marelli

 

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