CANTÙ - Dopo la sentenza del Tar della Lombardia di ieri sul centro di preghiera di via Milano prende la parola l'avvocato dell'associazione "Assalam" Vincenzo Latorraca, e già assessore e segretario di Lavori in Corso. Il legale conferma che si farà ricorso al Consiglio di Stato e sottolinea come i tribunale amministrativo abbia sconfessato totalmente la presa di posizione dell'amministrazione leghista, condividendo solo i provvedimenti della precedente amministrazione a guida Lic.
Il provvedimento con cui l’Amministrazione intimava la consegna delle chiavi dell’immobile e la trascrizione nei registri immobiliari è stato annullato dal T.A.R. che lo ha ritenuto illegittimo - spiega l'avvocato, che aggiunge - La linea leghista è stata integralmente sconfessata. Il T.A.R. sottolinea, a ragione, la contraddittoria condotta del Comune (con l’attuale maggioranza): “che dispone l’acquisizione di un bene, a fronte della sospensione del procedimento teso ad ottenere il permesso di costruire per cambio di destinazione d’uso senza opere”. Il provvedimento che resta è quello notificato dal Comune quando amministrava Lavori in Corso.
Solo una precisazione - prosegue Latorraca - per chi vuole comprendere la ragione su cui si basa la sentenza che lo ha confermato: il T.A.R ritiene applicabile al caso di Cantù l’art. 31 del testo unico dell’edilizia che dispone, nel caso in cui siano realizzate opere abusive, la loro acquisizione, decorso il termine di 90 giorni, ai fini della loro demolizione. A mio giudizio la norma non è applicabile perché il presunto cambio di destinazione è avvenuto senza opere e dunque non vi è nulla da demolire (i comportamenti, seppure ritenuti illegittimi, non possono essere “demoliti”). Al Consiglio di Stato la risposta definitiva.






