CANTÙ - Quando corre la mattina sui marciapiedi ancora scivolosi tagliando l'aria ancora impregnata dall'umidità della notte Karen non pensa alla pancia piatta, le gambe sode, o il fisico snello. Quando alle 7 del mattino sfreccia sull'asfalto sul ciglio della strada Karen sogna.
"Sognavo il traguardo della maratona di New York e oggi sogno l'arrivo a Santiago de Campostela" spiega Karen.
Nata a Cantù il 29 dicembre del 1986 e oggi residente a Brenna, Karen Pozzi è una giovane atleta canturina.
Di giorno consulente di comunicazione, nel tempo libero blogger e appassionata sportiva.
"Mi piacciono tutti gli sport outdoor, come la corsa, la montagna o lo sci. Tre anni fa sono riuscita a tradurre e mettere insieme questa mia passione nelle pagine del mio blog, http://karenp.leichic.it/" racconta la giovane ragazza. Perno del blog è l'esperienza personale di Karen. Semplice appassionata di sport, la nostra Karen vuole dimostrare che non serve essere maratoneti per ottenere qualche risultato. "Il mio blog vuole essere un punto di riferimento per tutte quelle ragazze che come praticano sport per tenersi in forma non solo fisica ma anche mentale. Mentre corro infatti sono serena".
La Maratona di New York
"Ero un po' meno serena alla maratona di New York" scherza la giovane blogger. L'anno passato per la giovane brennese si chiude a novembre con la partecipazione all'ambita maratona di New York.
"Una maratona che non va corsa, va vissuta. Ho pianto dall'emozione mentre percorrevo i 42,195 metri di percorso. Ho pianto nel vedere come la forza di volontà possa superare i limiti fisici, portando a correre un cieco o un uomo senza gamba. Perché lo sport non è una moda, non è la rincorsa di un fisico perfetto, ma uno stile di vita. In una società dove il mito del successo ha sostituito la voglia di farsi "strada nella vita", lo sport ti insegna ancora che i risultati si ottengo con gli sforzi e il sacrificio".
La scoperta della montagna e il divertimento
Diventa una priorità la corsa nella giornata di Karen che negli anni scopre la montagna, "una severa maestra di vita" diceva Walter Bonatti.
"Ho scoperto prima di tutto le montagne nostrane. Il Bollettone, il San Primo, il Bisbino dei gioielli nel cuore di Como. Bellezze naturali che riscopro quando mi perdo in alta quota a guardare un tramonto. In quell'istante svaniscono la fatica, i dolori alle gambe e il fiatone".
La montagna la porta a girare per l'Italia, in Trentino Alto Adige dove dorme in un Igloo, in Val d'Aosta.
La nostra Karen non partecipa infatti solo a grandi competizioni mondiali, ma esprime la sua passione anche nelle competizioni nazionali e locali.
"Una volta che inizi a fare sport diventa una droga. Vuoi spingerti sempre un po più in là, nei limite del possibile, in una gara contro te stessa che ti porta a un unico risultato: stare meglio".
Continua a sognare, Karen, mentre corre la mattina lasciandosi alle spalle la chiesa di Brenna, mentre scia, mentre fa trekking ricordando le parole di un giornalista scalatore italiano consacrato alla leggenda: "Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna".
Silvia Rigamonti







