SETTIMANA DELL’EDUCAZIONE – “I giovani non sono più quelli di una volta?!”

giovedì, 25 gennaio 2018

CANTÙ - I luoghi comuni su di loro sono tanti: sfiduciati, poco desiderosi di impegnarsi, senza valori. Ma la realtà dei giovani ha ben altro volto. Certo, occorre dare loro fiducia e spazio. Saperli accompagnare. E scommettere sulla loro creatività al servizio della società. A far risuonare il concetto forte e chiaro è stata una serata svoltasi all'oratorio di San Paolo di Cantù e organizzata nell'ambito della "Settimana dell'educazione". Il titolo suonava provocatorio ed evocativo insieme: "I giovani non sono più quelli di una volta". Con un punto interrogativo e uno esclamativo.

Le società cambiano pelle e coordinate ma le domande sul senso della vita han sempre lo stesso nome. Per don Massimo Pirovano, responsabile diocesano della pastorale giovanile, "in quest'epoca di separazione dell'uomo da Dio occorre recuperare il ruolo del sapere accompagnare spiritualmente un giovane aiutandolo a saper individuare la propria destinazione".

Un compito che deve saper coinvolgere anche chi lo accompagna e non solo il giovane in ricerca. E Luca Moscatelli, biblista e catechista della diocesi, lo ha sottolineato con forza. Aprendosi la strada con una punzecchiatura agli adulti che "oggi non affascinano i giovani perché vogliono sempre essere giovani e rifiutano la loro adultità". E invece, ha aggiunto, il sentiero da percorrere è un altro: "la Bibbia – ha aggiunto – dice chiaramente che ogni generazione deve lavorare per quella che viene dopo e farle spazio, ciascuna generazione fa un'alleanza particolare con Dio". Giovani che devono credere in loro stessi, giovani che siano aiutati in modo adeguato a spendere il loro esistere responsabilmente. E anche lo sport può fare al caso. Lo dimostra limpidamente l'esempio di Roberto Bargna, atleta paralimpico che ha sottolineato come per lui lo sport sia stato come una seconda vita dopo l'incidente stradale da cui è uscito con un braccio compromesso: "per me fare sport è stato fondamentale da sempre – ha detto – invito i giovani a praticarlo per mettere in discussione loro stessi e sapersi porre obiettivi importanti di miglioramento".

Non meno dello sport può l'impegnarsi per il volontariato e il servizio civile. E le parole di Antonella Albarti, esponente del centro d'ascolto di Cantù e Mariano Comense, lo hanno evidenziato in modo cristallino : "in questi anni – ha evidenziato – abbiamo collaborato con diverse associazioni di volontariato e visto che i giovani che si sono avvicinati a noi hanno molta voglia di impegnarsi".

Insomma, bando ai luoghi comuni sui giovani, essi, la serata lo ha confermato, sono una risorsa aurea per costruire una società futura solida e responsabile.

C. Co.

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