CANTÙ - Gli aspiranti writers forse nemmeno conoscono la storia del graffitismo, movimento culturale di cui involontariamente fanno parte. Nato come un veicolo di pensieri e idee politiche in un'America dove non tutti avevano il diritto di parola, oggi il graffitismo sembra più un capriccio giovanile. Tante le scritte che deturpano il centro comunale sportivo di via Papa Giovanni XXIII.
Dichiarazioni d'amore, tags ossia firme, oppure disegni più o meno astratti. Non certo decoro urbano, come era un tempo, ma vandalismo spacciato per ribellione giovanile.
E mentre il sindaco Claudio Bizzozero giustamente si indegna, le telecamere rimangono spente e il cartello " Città Cantù" si copre di scritte. Indegne ovviamente.







