LOCATE VARESINO - Capodanno di lavoro intenso per le forze dell'ordine canturine: la sera del 30 dicembre si è infatti consumato un omicidio a Locate Varesino, vittima un 25enne di origini albanesi. Il giovane - Abdushi Ermal, operaio, pregiudicato per delitti inerenti gli stupefacenti - è arrivato al pronto soccorso di Tradate intorno le 19.30 in fin di vita, colpito da un colpo di pistola al volto. Il ragazzo è stato accompagnato da un parente, a bordo di un'auto che poi si è data alla fuga. Fin da subito le condizioni del malcapitato sono apparse disperate e infatti dopo solo pochi minuti i sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso.
Su richiesta dei medici sul posto è giunto il personale della tenenza dei Carabinieri di Tradate che, dopo aver raccolto le prime informazioni, ha potuto appurare che il colpo di pistola verso il giovane era stato esploso in circostanze non del tutto chiare alle 19.00 mentre si trovava a Locate Varesino all'interno dell'abitazione di un parente connazionale. Le forze dell'ordine varesine hanno dunque avvisato i colleghi di Mozzate e di Cantù, i quali, dopo aver individuato l'abitazione in cui si è consumato il delitto, situata in via Colombo a Locate, vi hanno fatto irruzione. La casa è stata ritrovata pulita ma, a seguito di un sopralluogo più accurato svolto dal personale specializzato del nucleo investigativo di Como con l'utilizzo del luminol, sono ermese alcune tracce di sangue in alcuni punti della sala da pranzo e lungo il vialetto di acceso all'abitazione.
Dalle prime indagini sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'affittuario della casa, Sulo Jasin (domiciliato a Locate
Varesino, coniugato, nullafacente, gravato nel paese di origine da precedenti per violazione della legge in materia di armi, regolare
sul terriorio nazionale), che, in circostanze ancora da chiarire, avrebbe esploso un colpo di pistola a tamburo, detenuta illegalmente. Inoltre sarebbe stato poi lo stesso Sulo ad aver condotto l'automobile, di proprietà della madre della vittima, fino a Tradate con a bordo la vittima e suo cugino, prima di darsi alla fuga a bordo dello stesso veicolo, in compagnia della moglie.
I Carabinieri del nucleo investigativo di Como e i militari della compagnia di Cantù hanno quindi avviato immediatamente le indagini, supportate dalle intercettazioni, per poter localizzare l'omicida e identificare evenutali complici che lo avrebbero aiutato nella fuga e nell'occultamento dell'arma del delitto.
Nella notte di Capodanno quindi i Carabinieri hanno rintracciato l'omicida a Casale Monferrato (AL), mentre contemporaneamente i suoi complici sono stati bloccati a Mozzate. Tutti i prevenuti sono quindi stati accompagnati presso il comando provinciale dei Carabinieri di Como, dove è avvenuto l'interrogatorio, concluso alle prime ore del nuovo anno, durante il quale Sulo ha ammesso la propria responsabilità. Inoltre è stata rinvenuta anche l'arma del delitto, nascosta in una zona campestre di Mozzate.
Il magistrato di turno ha quindi emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto e quindi i Carabinieri hanno notificato il decreto di fermo a Sulo Jasin, hanno arrestato in flagranza di reato Moriseni Bajram (domiciliato a Locate, nullafacente, incensurato, regolare sul territorio nazionale) per detenzione e spaccio di stupefacenti e per detenzione illegale di arma comune da sparo, trovandolo con 2g di Cocaina e la somma di 5940€ proveniente dall'attività illecita. Inoltre nel corso della stessa indagine è stato denunciato a piede libero B.T., albanese classe '86 domiciliato a Zurigo, per favoreggiamento. Nello specifico si era adoperato per pulire l’abitazione dopo l’omicidio cercando di cancellare le tracce di sangue con degli stracci che venivano poi buttati in una zona campestre tra i comuni di Mozzate e Locate, dove sono poi stati rinvenuti dai Carabinieri.
Tutti gli arrestati, alle prime ore dell’alba, sono stati associati presso la casa circondariale di Como e messi a disposizione dell a.g. Competente






