CANTÙ – I risultati di “Canturina Servizi Territoriali”, presentati ieri dall’amministratore unico della società, Massimo Di Domenico, sono stati commentati da Filippo Di Gregorio, il segretario cittadino del PD, il quale, con una nota diffusa nelle scorse ore, ha affermato che la società “è stata usata come strumento per accantonare risorse finanziarie, come un bancomat a disposizione del Comune”.
Di Gregorio ha richiamato l’attenzione su alcuni dati: “La società Canturina servizi, negli anni 2011 – 2015, ha versato al Comune di Cantù quale corrispettivo dei canoni di concessione per il servizio idrico, complessivamente, € 1.201.690, pari cioè ad una media annua di € 240.338. In effetti – prosegue Di Gregorio - per il solo canone di fognatura la Canturina servizi avrebbe dovuto versare al Comune la cifra di 352.260 euro. Nei cinque anni considerati, cioè, solo per il canone di fognatura vi è una differenza negativa per il Comune di 559.610 mila euro, 1.761.300 contro 1.201.690 effettivamente incassato”.
Secondo il segretario cittadino del PD, “Canturina servizi ha incassato dai canturini quanto le era dovuto sul piano tariffario, e, allo stesso tempo, i canturini hanno continuato a pagare con le tasse versate al Comune gli investimenti per i lavori di manutenzione e ammodernamento della rete fognaria”. Nell’intervento di Di Gregorio era presente anche un riferimento diretto all’amministrazione comunale e all’operato quinquennale di Lavori in Corso: “Il Comune a trazione civica (LIC) ha pensato di reinventare un futuro industriale per Canturina servizi e ha approvato un documento di indirizzo che definisce le nuove frontiere aziendali della società. Si parla in tale documento (assai genericamente) di risparmio energetico negli edifici comunali, smart city e servizi alla persona. Sembra proprio che l’obiettivo non sia quello di rispondere a dei bisogni personali e collettivi, ma della pura e semplice ricerca di un qualsiasi processo industriale che legittimi l’esistenza della società”.
Ciò che occorre, secondo Di Gregorio, è un generale cambiamento di rotta, una vera e propria svolta: “Una tale visione del pubblico e in particolare della società pubblica del Comune di Cantù, non presenta grandi differenze tra la gestione della Lega (e della destra cittadina) e quella della giunta Bizzozero. Chi vorrà cambiare – prosegue Di Gregorio - dovrà affidarsi a un centrosinistra che si candida a governare avendo una concezione nuova e lineare dei rapporti tra pubblico e privato: in cui l’uno e l’altro devono anzitutto lavorare per ridurre al minimo i costi dei servizi rivolti ai cittadini. Disporre di servizi di qualità non può significare sostenere costi elevati e ingiustificati. Questa sarà la nostra linea di condotta in futuro”.






