CANTÙ – Un documentario eccezionale, una narrazione che potrebbe reggere tranquillamente il confronto con Jan
Potocki e il suo Diario dell’Asia, un’opera monumentale. La città di Cantù, negli scorsi giorni, ha ricevuto la visita di Werner Kropik, l’autore di un prezioso documentario intitolato “I viaggi di Werner: dal Nepal al Bangladesh”. La proiezione – organizzata dall'associazione canturina "Albatros" e presentata da Kropik in persona – ha avuto luogo all’interno dell’Istituto P. Tibaldi di via Manzoni, ed è stata seguita da un centinaio di persone. Il documentario si concentra prevalentemente sul viaggio compiuto da Kropik nel Dolpo, una delle regioni meno conosciute del Nepal, e sulla successiva avanzata verso una delle nazioni confinanti, il Bangladesh.
“Visitai il Dolpo per la prima volta nel 1991, quando ero parte integrante del primo gruppo di visitatori che ebbe il permesso di visitare la zona – confida Kropik alla platea canturina; - Ci sono tornato recentemente, e nel corso del viaggio ho cercato insistentemente le persone che avevo incontrato nel corso della mia prima visita. Abbiamo visitato il villaggio di Ringmo, dove la gente si guadagna da vivere con il commercio della legna e con la tessitura, un’attività praticata da millenni”. Ma il riconoscimento degli individui incontrati nel 1991 è stato più difficoltoso del previsto: “Ho portato con me delle fotografie, ma da queste parti non hanno specchi – prosegue Kropik; - le persone possono riconoscere solamente gli altri, ma non sono assolutamente in grado di riconoscere se stessi”.
R. I.






