CANTÙ – Porte aperte al centro culturale Assalam della città, in occasione del Ramadan. La notizia è riportata sulle pagine de Il Giorno, che spiega i retroscena di questa iniziativa.
"Dio è uno solo – spiega don Giovanni Afker – e in qualunque lingua lo preghiamo, recitando le sure o dicendo il Padre Nostro, ci sta a sentire se lo facciamo con il cuore". Ad accompagnarlo ieri sera in via Milano c’era anche don Fidelmo Xodo e don Luigi Redaelli di Mariano Comense, mentre don Lino Cerutti, il decano dei sacerdoti canturini che a questo appuntamento non è mai mancato, quest’anno ha dovuto dare forfait.
"Per noi è un’anticipazione della grande festa che faremo la prossima settimana – spiega Omar Bouras, portavoce di Assalam -. Durante il giorno dobbiamo fare digiuno, ma la sera ci troviamo qui per condividere a tavola insieme al nostro cibo la nostra cultura. E’ un piacere aprire le porte del nostro centro culturale alla città. Siamo persone tranquille, lavoratori, molti di noi sono cittadini italiani. Ci ha fatto particolarmente piacere la visita dei sacerdoti di Cantù e Mariano".
Invitati anche i rappresentanti dell’amministrazione comunale che però hanno preferito disertare l’appuntamento, con Assalam da tempo è aperto un contenzioso per l’esproprio del capannone che secondo la maggioranza della Lega altro non sarebbe che una "moschea abusiva". Nelle prossime settimane sulla questione dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato, ma l’altra sera nessuno aveva voglia di pensarci. "Ci dispiace se nessuno dal Comune è voluto venire – conclude Omar – da loro non vogliamo niente, non ci servono soldi o aiuti, ma solo la possibilità di poter vivere in pace".






