CANTÙ – Questo è il mio pub! Storie di azionariato popolare inglese

lunedì, 25 settembre 2017

CANTÙ - London calling, cantavano i Clash, Cantù risponde verrebbe da dire dopo l’incontro dal titolo Questo è il mio pub! Storie di pub londinesi salvati dalla comunità tenutosi il 24 settembre presso The premier pub.

Michele Bianchi, Phd presso l’Università di Urbino e relatore della serata, ha raccontato tre storie di pub inglesi accumunati da un vissuto che parla di crisi, di difficoltà, di un’incombente chiusura fermata grazie ad un intervento di azionariato popolare che ne ha sovvertito le sorti facendoli rifiorire.

Com’è nata l’idea di questa tua iniziativa?

Le vicende che ho esposto fanno parte di una ricerca universitaria condotta da me e dal collega Jacopo Sforzi, ricercatore presso il centro Euricse di Trento. La scelta di farlo al The premier pub è stata dettata dal fatto che volevo raccontare le mie storie in un pub inglese che potesse ricreare la stessa atmosfera che ho respirato a Londra.

Perché il tuo interesse è caduto proprio su Londra?

Amo questa città. È una capitale meritocratica, cosmopolita, piena di stimoli sotto ogni punto di vista anche se può essere molto difficile da abitare a causa di un carovita talvolta inaccessibile e una forte disparità sociale. Ho avuto la possibilità di viverci, per un certo periodo, e questo mi ha permesso di approfondire le mie ricerche sul territorio inglese.

Una ricerca che ti ha condotto alla scoperta di tre storie molto suggestive.

Risultati immagini per The Ivy house pub londonSì, ho avuto modo di studiare le vicende di tre pub storici, tutti gestiti da Pub Companies, che erano a rischio di fallimento: The hope, The Ivy house e The Antwerp arms. Si tratta di tre realtà storiche con un valore sociale e affettivo molto forte ed è proprio questo che ha spinto le persone ad un intervento di azionariato popolare per impedirne la chiusura.

Una mobilitazione popolare dunque.

Esattamente. I cittadini hanno partecipato sottoscrivendo delle azioni e questo ha consentito il recupero dei crediti necessari. Successivamente è stato nominato un comitato di gestione che ha assoldato un manager in grado di garantire il proseguimento delle attività.

Cosa ha spinto i cittadini a partecipare a questa iniziativa?

Michele BianchiIl pub, nella cultura inglese, non è un semplice locale bensì un luogo che accentra la vita sociale delle persone, una sorta di seconda casa. Purtroppo la crisi economica, l’aumento delle tasse sugli alcolici e la concorrenza dei grandi franchising hanno gravemente compromesso il loro percorso ma non hanno intaccato il valore affettivo dei cittadini nei loro confronti ed è proprio in virtù di questo che la mobilitazione ha avuto successo, perché in ogni azionista c’era il fermo proposito di non voler perdere i luoghi storici della propria città.

Il progetto ha conseguito dei risultati positivi?

Direi proprio di sì: i pub sono rinati e hanno ripreso la loro funzione di luoghi della comunità in cui confluiscono progetti coordinati da cittadini e associazioni. Le persone che partecipano alla vita dei pub aumentano le relazioni sociali e la fiducia nei confronti degli altri ed è questo, forse, il punto vincente di un’operazione di questo tipo.

Storie londinesi di battaglie vinte mentre all’uscita, manco a dirlo, ad attendere i partecipanti c’era la pioggia.

Simona Di Domenico

 

 

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