CANTU' - Verrà convocato - su proposta dei promotori approvata a larga maggioranza - un consiglio comunale aperto nel mese di gennaio. Macro oggetto della futura assemblea: il centro storico canturino. Indicazione di metodo: evitare particolarismi e soluzioni parziali, a favore invece di una visione di insieme dell'intera città.
Questa la conclusione - letta da Roberto Bianchi dei Giovani Democratici - dell'assemblea pubblica convocata dall'amministrazione comunale a seguito della raccolta di più di 150 firme. Una raccolta promossa da: Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Partito Socialista, lista civica Oggi per domani, lista civica Cantù sostenibile, Giovani democratici e Legambiente. Una raccolta che aveva ad oggetto primario l'area De Amicis, luogo storico per la città di Cantù che un tempo ospitava il polo scolastico più importante del territorio (con la trafila della scuola dell'obbligo alla quale si aggiungevano diversi indirizzi superiori) e che oggi conta tre classi di liceo artistico (spostate nell'area alta nel 2013), mentre l'area bassa è rimasta dismessa.
Cantù ha dovuto dire addio, poi, al liceo scientifico De Amicis che ha chiuso il ciclo nel luglio del 2014.
Partecipata anche se un po' anemica la discussione. E diversi i punti di vista emersi durante la serata.
Il progetto dell'amministrazione comunale guidata da Claudio Bizzozero si concretizza in un piano integrato di intervento che prevede la realizzazione di un polo culturale nella parte alta dell'area De Amicis (dove oggi ci sono le classi di Liceo scientifico) e una trasformazione dell'attuale parte bassa in area residenziale e commerciale (dove c'è il Liceo artistico Bernardino Luini).
LEGA AMBIENTE - "Non sentiamo la necessità di riempire spazi pubblici, ma vorremmo riempire i luoghi di Cantù di relazioni umane - ha detto Nadia Iachini della sezione canturina - Vorremmo che nascesse una nuova stagione urbanistica per un re-equilibrio delle attuali diseguaglianze urbane. Noi immaginiamo il De Amicis come un vuoto da riempire: di relazioni e non di cemento".
PARTITO DEMOCRATICO - "Ci piacerebbe - ha detto il segretario cittadino Filippo Di Gregorio - che quest'area fosse inserita in un'operazione che faccia rivivere il centro, creando una zona centrale della città che sia a più ampio respiro con percorsi pedonali, parcheggi. Non ci trova d'accordo, per esempio, l'aumento di volumetria prevista nella zona bassa dell'area De Amicis: e si parla del 31% in più rispetto all'attuale".
OGGI PER DOMANI - "Siamo scettici anzitutto rispetto allo strumento urbanistico scelto - ha detto Vitaliano Colombo - perchè non avremmo usato un piano integrato di intervento. Piuttosto un piano particolareggiato per la riqualificazione dell'intero centro storico. Ci chiediamo tante cose. Per esempio: nel progetto del polo culturale nell'area alta della proprietà De Amicis si prevede di mettere la biblioteca. Che ne sarà di tutte le strutture svuotate dei servizi che finiranno nell'area De Amicis? Sono state valutate le conseguenze sulla viabilità del sorgere di nuovi insediamenti abitativi? Ci piacerebbe che nella parte bassa venisse realizzato invece un parco botanico ad uso anche scolastico".
Sono intervenuti anche diversi tecnici, architetti. Tra questi, Antonietto Borghi che ha proposto la costituzione di un Comitato per la discussione continua di questo argomento.
La verità più grande l'ha detta forse Silvano Ranica del Partito Socialista quando ha sintetizzato con la frase: "Il progetto di riqualificazione dell'area De Amicis è ambizioso ma poco realizzabile". Sì perchè si sta pur sempre parlando di un'area di proprietà provata: più precisamente di proprietà della Facec (Fondazione Ambrosiana Cultura Educazione Cattolica) che - parole di Bizzozzero - "ha già ampiamente dichiarato di non essere interessata a investire nuovamente nell'area con gli scopi storici che Cantù ha conosciuto in passato". In due parole. La proprietaria dei muri non vuole investire nell'istruzione scolastica che negli scorsi decenni ha conosciuto una diminuzione altrochè notevole di iscritti e si trova oggi ad essere troppo ampia per il numero di studenti che ospita.
Finchè non c'è un privato che decide di intervenire, difficilmente qualcosa cambierà. E per ora, la situazione economica in cui versa l'Italia fa rimandare qualsiasi decisione. E lascia a cittadini e addetti ai lavori la libertà di discuterne. Premio di consolazione.
Elena Sandre







