CANTÙ - “Vi vogliamo così!”. È questo il coro che si alza dalla curva degli Eagles e l'istante dopo da tutto il PalaDesio, un coro urlato al cielo che fa capire cosa desiderano i canturini, ovvero un gruppo di giocatori che lottano fino all’ultimo secondo, giocando di squadra e non lasciando mentalmente la partita nel momento in cui Avellino stava dando la spallata che poteva essere definitiva (49-59 a inizio quarto periodo).
La Red October l’ha così spuntata contro gli irpini 75-74 con il tiro libero di Darden a due secondi dalla fine, giocando gli ultimi dieci minuti al cardiopalma e rispondendo a qualsiasi allungo dei ragazzi di coach Pino Sacripanti, con un immenso Ragland (22 punti con 8 falli subiti ma basse percentuali) che ha cercato in ogni modo di mettere i bastoni tra le ruote a Cantù.
I brianzoli hanno giocato un primo quarto eccellente (28-17) e JaJuan Johnson ha sin da subito messo in mostra la propria classe (chiuderà con un tabellino clamoroso composto da 35 punti in 40 minuti, 14 rimbalzi e 46 di valutazione), segnando da 2, da 3, dalla lunetta, stoppando ed esaltando i propri compagni. La Sidigas ha però reagito accorciando le distanze nei secondi dieci minuti, la partita si è imbruttita ed è uscito Randolph (14 punti) che è riuscito ad accorciare fino al -1 (38-37).
I ragazzi di coach Bolshakov hanno retto l’urto all’inizio del secondo tempo ma il tecnico a Waters, 4° fallo, ha messo a dura prova l'attacco canturino e Ragland ha capitalizzato punti dalla linea della carità, prima che Marques Green piazzasse 6 punti per il +10 esterno (47-57).
Il quarto di coda sarebbe da vedere e rivedere per la reazione biancoblu, Johnson si è caricato sulle spalle la squadra, la Sidigas ha avuto paura e Pilepic ha definitivamente riaperto i giochi (56-59 a 7’40” dalla fine); da quel momento in poi è stato un continuo batti e ribatti (65-64, 65-67, 68-70) fino al 74-74 firmato da Waters e il successivo errore da 3 punti di Ragland, intestarditosi nel volerla vincere da solo. Una manciata di secondi da giocare e Darden ha avuto la lucidità di buttarsi nel pitturato portando a casa il fallo.
I canturini possono esultare, l’Avellino degli ex cade a Desio 75-74.
Davide Porro






