CANTÙ - Qualsiasi cosa accadrà nel futuro della Pallacanestro Cantù, il presente è da ricordare ed entra di fatto negli avvenimenti storici della gloriosa società canturina: Carlo “Charlie” Recalcati torna ad allenare ed approda per la seconda volta sulla panchina della squadra della sua città, quella Cantù che l’ha accolto e l’ha fatto crescere, rendendolo uno dei giocatori ed allenatori più importanti del basket italiano ed europeo.
Nella cornice della sala Giovanni Zampese della Cassa Rurale (troppo piccola la sede biancoblu di Cermenate o la sala stampa del Toto Caimi per accogliere giornalisti ed appassionati), la presidentessa Irina Gerasimenko ha ufficialmente presentato il “nuovo” coach, non prima di aver speso parole di elogio per Kirill Bolshakov: “Voglio dire un grande grazie a Kirill perché ci ha dato una grande mano in un momento difficile – ha detto la presidentessa canturina –, ha vinto il derby con Varese, ha stretto i denti e lavorato sempre. Bolshakov, oltretutto, rimarrà per guidare la neo-nata basket school della squadra brianzola".
Tante le emozioni che si sono susseguite durante la conferenza, e parecchi gli argomenti toccati, partendo da una delicata nota di Irina Gerasimenko, che ha chiesto rispetto per la propria famiglia e il lavoro che stanno portando avanti: “Ringrazio Dmitry (patron Gerasimenko, ndr) perché grazie a lui abbiamo raggiunto l’accordo con Charlie, e chiedo a tutti i canturini il favore di avere rispetto verso di noi – ha sottolineato la presidentessa – Non potete immaginare quante difficoltà abbiamo avuto e cosa abbiamo affrontato, non dimenticate che stiamo pensando anche al palazzetto. Se prima pensavate che fossimo stranieri, adesso siamo canturini anche noi, questo non è un business perché Dmitry ama il basket ed è una grande parte della sua vita”.
Irina Gerasimenko ha inoltre riportato alcuni episodi che ha definito come “fango caduto su di noi”, ultimo dei quali proprio contro Capo d’Orlando, quando un gruppetto di “tifosi” ha urlato contro la presidentessa frasi del tipo “pagate gli stipendi ai giocatori, così iniziano a giocare”. Episodi che sono semplicemente da condannare.
La parola è poi passata allo “special one”, come l’ha definito il socio Sergio Paparelli, che ha affrontato aspetti emotivi e tecnici: “Ringrazio Irina e Dmitry perché mi danno la possibilità di restituire ciò che ho ricevuto da Cantù, hanno capito, ed è stato il contendere di questi giorni, che io avessi il tempo per partecipare non solo al presente della società ma anche al futuro – ha così esordito il tecnico canturino – Per Cantù non sono un allenatore come gli altri, non sono nato qui ma questa città mi ha dato dei valori, la mia famiglia è cresciuta in un ambiente sano e mi sento debitore per questo”.
È un fiume di emozioni quello che proviene dal cuore del Charlie che, mantenendo la sua incorreggibile tranquillità, dimostra che questa sfida va intrapresa con la consapevolezza di doversi salvare e, prima questo avverrà, prima si potrà costruire il progetto per la prossima stagione, con la famiglia Gerasimenko che ha capito questo aspetto, considerando che “è consuetudine di tutte le società italiane, con proprietari italiani, pensare soltanto al presente”.
Dal punto di vista tecnico Recalcati ha chiarito che non vorrà stravolgere nulla, staff e giocatori dovranno conoscersi con il coach ed imparare ad accettarsi anche con i propri limiti, perché solo in questo modo si possono superare: “Abbiamo maggior talento offensivo rispetto a quello difensivo – ha spiegato Recalcati – e la differenza in una partita la fanno le scelte, l’input per la squadra sarà di non commettere due errori in fila. Inoltre, è la mia prima esperienza in cui subentro a stagione in corso, non voglio creare confusione ai giocatori – ha concluso –, tutto sarà fatto per non stravolgere una squadra che deve essere convinta nei propri mezzi”.
E così da domani Carlo Recalcati prenderà in mano la Pallacanestro Cantù, e lunedì sera tornerà dopo 27 anni a guidare la squadra in Serie A, contro Reggio Emilia.
Davide Porro






