ASILO COLIBRÌ – Di Gregorio: “Forti con i deboli, ma la delibera è da annullare”

giovedì, 12 luglio 2018

Come al solito, la giunta cittadina è forte con i deboli (quanto in altre circostanze è stata debole con i forti). La delibera di Giunta 11 del 29 giugno 2018, quella che chiudeva l’asilo nido Colibrì, tanto per intenderci, è annullabile per un vizio di forma e contiene a parere di chi scrive alcuni elementi di criticità.

Sul pano formale, essa giustifica la chiusura dell’asilo nido sulla base di presupposti normativi (citazione di norme nazionali) inesistenti. Tanto nella rubrica introduttiva, quanto nel dispositivo che giustifica la chiusura del Nido, viene citato un Decreto legislativo, il 167 del 2017, che non è mai esistito. Pertanto essa è annullabile. In effetti si tratta del D Lgs 65/2017, peraltro citato correttamente in altra parte della delibera. Infatti, chiunque volesse ricostruire i criteri di legittimazione di detta delibera non potrebbe ricostruirne la logica formale, e quindi neppure il contenuto sostanziale.

Sul piano del merito, inoltre, essa giustifica lo spostamento dell’asilo Nido Colibrì dichiarando che al suo posto sarebbe ipotizzato “di usare la struttura di Via Pontida per un nuovo servizio educativo dedicato all’infanzia, da individuarsi tra quelli elencati dall’art. 3 comma 2 del D.Lgs. 167/2017 (N.d. R. Rectius: D Lgs 65/2018), andando così a soddisfare nuove esigenze delle famiglie, dipendenti soprattutto dalle nuove e recenti articolazioni orarie dei posti di lavoro, delle organizzazioni delle reti familiari”.
Tradotto significa che in quella struttura vorrebbe definire una delle attività previste in un “Polo per l’Infanzia”. Tuttavia, i poli per l’infanzia non sono strutture a singolo utilizzo, bensì per la legge nazionale: “ I Poli per l'infanzia accolgono, in un unico plesso o in edifici vicini, piu' strutture di educazione e di istruzione per bambine e bambini fino a sei anni di eta', nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell'eta' e nel rispetto dei tempi e degli stili di apprendimento di ciascuno”.

L’art 3, c 2 cui si riferisce la delibera della Giunta comunale fa riferimento a un’attività di programmazione della Regione Lombardia. Non solo, secondo la norma nazionale tali poli saranno costituiti con l’indizione di un “concorso con procedura aperta, anche mediante procedure telematiche, avente ad oggetto proposte progettuali relative agli interventi individuati dalle Regioni”.
Cosa significa tutto ciò? Che l’asilo Nido Colibrì, che è una realtà esistente, chiuderà, ma che non è detto che possa nascere in quella sede altra struttura.

In pratica, quindi, l’amministrazione comunale lascia il certo per l’incerto, privando di un servizio fondamentale alcune famiglie, che avranno notevoli sconvenienze a portare i propri figli attraversando l’intera città: ma si tratta di pochi genitori, e come è caratteristico dell’agire politico di questa maggioranza, è molto facile essere forti con chi è debole.

A conclusione di questa nota, invitiamo l’Amministrazione comunale ad annullare la delibera, dando udienza ai genitori dei bambini utenti dell’attuale struttura, ascoltando i loro problemi, al fine di non danneggiare famiglie che di quella strutture hanno un bisogno impellente.
Non solo, chiediamo all'Amministrazione di portare nella discussione del Consiglio comunale un piano organico per la definizione dei poli per l'infanzia, come richiesti dal D Lgs 65/17.

Filippo Di Gregorio
Capogruppo Partito democratico Comune di Cantù

 

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