25 APRILE – I discorsi di Pavesi e Montagna: “Serve un’educazione antifascista”

martedì, 25 aprile 2017

CANTÙ – Le celebrazioni per il 25 aprile si sono svolte tra le 9.30 e le 12.30 di martedì mattina, e sono riuscite a coinvolgere circa 150 persone: il corteo ha preso forma in piazza degli Alpini intorno alle 9.45, e nei minuti successivi si è snodato tra via Ariberto, viale Madonna e piazzale XXVI aprile, in prossimità del cimitero maggiore, dove le autorità cittadine hanno preso parte alla cerimonia dell’alzabandiera e alla deposizione delle corone presso il Monumento dell’Artigliere.

Intorno alle 10.30 si è celebrata una funzione religiosa in memoria “dei caduti e dispersi di tutte le guerre” – la messa è stata officiata da Don Fidelmo Xodo – e poco dopo le 11 le celebrazioni sono proseguite all’interno del campo solare di via Giovanni da Cermenate, dove il vicesindaco Francesco Pavesi ha tenuto un breve discorso incentrato sul significato della resistenza e sulla decisione di intitolare il campo solare “ai partigiani canturini” (per rendere ufficiale l’intitolazione è stata realizzata una scultura speciale, una targa in bronzo ideata dal giovane artista Ludovico Marini).

“È una giornata densa di significato – afferma Pavesi; - Il campo solare, d’ora in avanti, sarà dedicato a coloro che hanno combattuto per la libertà, ai partigiani canturini, e avrà lo scopo fondamentale di ricordare continuamente questo momento determinante nella storia del nostro Paese. Il 25 aprile – prosegue il vicesindaco - rappresenta anche un’ottima occasione per ricordare tutti coloro che sono stati dimenticati, quelle figure eroiche che lottarono instancabilmente per ottenere la libertà: una figura da ricordare è senz’altro quella di Salvatore Bosisio, un meccanico di Vighizzolo che rifiutò di apporre la propria firma sulla tessera del partito fascista. La targa che abbiamo svelato oggi – conclude Pavesi – mostra la progressiva crescita di un fiore, e incarna quel principio di speranza che animava i giovani partigiani”.

E il fuoco della resistenza, ricorda Pavesi, si potrà mantenere vivo “con un governo virtuoso, con quell’arte di governo indirizzata alla costruzione di un mondo giusto”, nella consapevolezza che resistere, al giorno d’oggi, significa soprattutto “pensare alla possibilità di un mondo nuovo, raggiunto con mezzi non violenti, un mondo in cui la resistenza si mette al servizio dell’uomo di oggi”.

L’intervento del vicesindaco è stato seguito dal lungo discorso di Tullio Montagna, presidente regionale dell’Anpi, che ha invocato la necessità di “un’educazione antifascista” e di una “gestione razionale dei sentimenti di odio e paura”. “Ciò che occorre – dichiara Montagna – è l’educazione antifascista, un processo a cui dovrebbero essere sottoposti i rappresentanti delle forze dell’ordine, i magistrati, gli insegnanti. Bisogna lottare per favorire una gestione razionale dei sentimenti di odio e di paura, per contribuire alla costruzione di un’Europa sociale e democratica. Ciò che serve è la coesione sociale, una visione del mondo maggiormente inclusiva”.

La lunghezza dell’intervento di Montagna è stata aspramente criticata (pur se sotto voce) dall’assessore Roberta Molteni.

R. I. 

 

 

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