CANTÙ – Chi ha preso parte all’incontro “informale” tra alcuni candidati sindaco – svoltosi l’altra sera in via Tiziano, all’interno del circolo Arci – si sarebbe potuto aspettare un clima sereno e disteso, una gradevole atmosfera di familiarità, persino di cameratismo. Ed effettivamente, nei primi minuti del dibattito, il confronto informale ha assunto le sembianze di una rimpatriata tra vecchi conoscenti: i tre candidati sindaco si sono abbandonati alla narrazione di alcuni aneddoti del passato, come l’incontro tra Gianpaolo Tagliabue e Alberto Novati a Barcellona, nel 1983 (“fu la prima volta in cui ci incontrammo”), o il fatto che Gianpaolo Tagliabue, una ventina d’anni fa, fu il professore di Francesco Pavesi in una nota scuola canturina.
Ma dopo una decina di minuti di ammiccamenti e di risatine leggere – inframezzati da qualche incertezza nell’utilizzo del microfono – i tre candidati sono stati riportati bruscamente alla realtà dalle domande del moderatore, e i toni del dibattito sono cambiati impercettibilmente.
Uno dei momenti più interessanti si è registrato dopo trenta o quaranta minuti dall’inizio del confronto, quando il candidato del Movimento 5 Stelle, Gianpaolo Tagliabue, ha iniziato ad esprimere il proprio punto di vista sui centri commerciali: “I centri commerciali sono i killer dei piccoli negozi – ha affermato il grillino; - a noi non piace la concorrenza sleale: i centri commerciali perseguono solamente i loro interessi, e rubano il lavoro degli altri”.
Il parere di Tagliabue ricorda da vicino quello di un altro illustre esponente pentastellato, il sindaco di Torino Chiara Appendino - che in campagna elettorale annunciò uno “stop ai centri commerciali”, salvo poi autorizzare l'apertura di più di dieci centri in tutta la città – e di sicuro non è stato condiviso dal suo ex alunno Francesco Pavesi: “Di che cosa stiamo parlando? I centri commerciali esistono, punto”, ha affermato pragmaticamente il candidato di Lavori in Corso.
Il candidato di centrosinistra, Alberto Novati, ha insistito sull’importanza della campagna elettorale di Cantù per il futuro di tutto il territorio (“sarà una campagna sovracomunale”, ha affermato Novati, che ha anche riaffermato la necessità di “aprirsi all’Europa”), e ha ribadito la propria volontà di investire una parte dei fondi comunali nella riqualificazione delle “zone disastrate” della città.
Il vicesindaco Francesco Pavesi, candidato per Lavori in Corso, ha invece risposto per le rime a chi ha accusato l’attuale maggioranza di aver interrotto il dialogo con la regione e con i comuni del circondario: “Negli ultimi cinque anni, Cantù è divenuta la città capofila nel settore delle politiche sociali e territoriali, e nel corso del nostro lavoro ci siamo continuamente rapportati con i comuni del circondario, con la Regione e con la Provincia”.
Uno degli argomenti più dibattuti è stato certamente il futuro dell’area De Amicis: Francesco Pavesi e Alberto Novati si sono confrontati sul futuro dell’area, domandandosi se sia opportuno o meno un intervento degli investitori privati, soprattutto per la parte alta, definita da Pavesi “una delle parti più belle della città, un’area a cui non si può assolutamente rinunciare”.
R. I.






